SEMPLICI REGOLE PER UNA CORRETTA ABBRONZATURA

Dott. Alberto F. di Michele

Perché quando ci si espone al sole ci si abbronza?

L’abbronzatura è data dall’assorbimento dei raggi ultravioletti da parte della pelle.

Questo effetto, che noi consideriamo prettamente estetico, in realtà è un meccanismo di difesa del corpo contro gli effetti cancerogeni dei raggi ultravioletti tramite la produzione di melanina all’interno dei melanociti.

Le persone dalla pelle più chiara con fototipo I, II e III hanno un numero minore di melanociti rispetto alle persone con cute più scura IV, V e VI. 

Nonostante non si abbia la capacità di aumentare il numero di melanociti, tutti abbiamo la possibilità di aumentare la produzione di melanina allo scopo di proteggere gli strati più profondi della cute dal danno attinico.

La melanina non può essere prodotta per più di un certo quantitativo, quindi, è inutile esporsi al sole più del necessario per cercare di aumentare la nostra abbronzatura.

L’esporsi più del necessario risulterebbe esclusivamente in un aumento della possibilità di scottarsi e di sviluppare tumori della pelle nel lungo periodo.

Quanto tempo bisogna stare al sole per abbronzarsi e qual è l’ora migliore?

Bisogna capire che la pelle ha bisogno di tempo per produrre melanina, quindi, è importante evitare di aver fretta nell’abbronzarsi esponendosi in tempi ristretti (tutto il giorno per il week-end), ma prediligere una esposizione di poche ore al giorno e negli orari giusti (dalle prime ore della mattina fino alle 10:30-11:00 e dalle 16:30 al tramonto).

Questo non significa non poter rimanere in spiaggia negli orari centrali della giornata ma cercare di farlo proteggendosi con indumenti prevalentemente di colore scuro, come i beduini nel deserto!

Si consideri che un indumento di colore nero assorbe circa il 90% della radiazione solare incidente, mentre il bianco il 35%, il kaki il 72% e la pelle il 66%.

A 38ºC e sotto il sole, l’abito bianco raggiunge i 41ºC e l’abito nero arriva raggiunge una temperatura di 47ºC riscaldandosi certo più degli altri, ma la temperatura più elevata che raggiunge porta ad una dispersione di calore più efficiente.

Da non dimenticare, poi, di indossare occhiali con filtro solare adeguato per la protezione della cornea e della retina dai danni attinici.

Il tempo necessario per abbronzarsi dipenderà dal fototipo di pelle e dalla latitudine a cui ci si espone.

Si pensi a due persone, una con la pelle chiara e l'altra con la pelle più scura su una spiaggia. La persona dalla pelle chiara può ustionarsi nel lasso di tempo nel quale la persona dalla pelle più scura si abbronza.

Considerando la latitudine, esporsi all’equatore aumenterà la possibilità di abbronzarsi o ustionarsi in tempi più brevi rispetto alle zone comprese tra i tropici e i poli.

Come prendere il sole

A seconda della loro lunghezza d’onda, i raggi solari si distinguono in UVA UVB, UVC ed IR (infrarossi).

I raggi UVC vengono bloccati dallo strato di ozono presente nella stratosfera.

Se raggiungessero la superficie terrestre sarebbero i maggiori responsabili dello sviluppo dei tumori cutanei.

Gli UVA, attraversando l’epidermide e raggiungendo il derma, sede del collagene e del sistema vascolare superficiale, sono responsabili del cronoinvecchiamento; gli UVB, raggiungendo gli strati superficiali dell’epidermide, portano a scottature solari; gli IR Sono responsabili del calore che avvertiamo quando ci esponiamo al sole e vengono bloccati dalle nuvole.

Rimanendo al sole quando il cielo è coperto saremo protetti dai raggi infrarossi ma non dagli UVA e UVB e, quindi, a fine giornata ci ritroveremo cotti come un’aragosta. Inoltre sono responsabili della couperose e del peggioramento di questa fino a sviluppare nel tempo la più importane rosacea.

L’esposizione alle lampade abbronzanti apporta un dosaggio di UVA o UVB da 3 a 5 volte superiore rispetto alla stessa esposizione al sole e quindi un maggior danno se non usate correttamente

A questo punto, oltre a “pinne fucile ed occhiali quando il mare è una tavola blu”, non bisogna dimenticarsi di fornirsi di uno specifica protezione solare che può essere a base di filtri chimici e fisici.

I filtri chimici sono composti da sostanze che assorbono i raggi solari e li convertono in calore.

Essi comprendono antranilati, benzimidazolsulfonati, cinnamati, PABA e derivati.

I filtri fisici sono dei pigmenti che riflettono sia gli UV che la luce visibile non penetrando nella cute e agendo da scudo. 

I più comuni sono il biossido di titanio, l’ossido di zinco e il biossido di silicio.

In passato i filtri fisici lasciavano un’antipatica patina bianca sulla pelle creando l’effetto “fantasmino” ma oggi la tecnologia ha permesso di micronizzarli evitando questo fastidioso risultato collaterale.

Attualmente i filtri chimici e fisici vengono utilizzati in associazione per agire in modo sinergico e assicurare una adeguata protezione nei confronti del danno solare.

Quale protezione solare usare?

Un solare non può garantire una protezione del 100% ed è opportuno sceglierne uno che abbia dei filtri protettivi sia contro gli UVA che contro gli UVB.

Un filtro solare dovrebbe essere compreso tra 30 e 50+, protezione alta e molto alta. L’SPF va scelto secondo il proprio fototipo  di pelle: si deve ricorrere a un fattore molto elevato 50 o 50+ in caso di pelli molto chiare e capelli rossi o biondi (fototipo 1); a una protezione alta/molto alta  30 o 50 con pelle chiara e cappelli castano o biondi (fototipo 2); si può anche scegliere  per una protezione media con SPF tra 25 e 15 in caso di capelli biondo scuro e/o pelle sensibile (fototipo 3) o con capelli castani e pelle moderatamente sensibile (fototipo 4) fino a un SPF anche basso, tra 10 e 6, indicato con capelli scuri e carnagione olivastra (fototipo 5) o capelli scurissimi e pelle scura (fototipo 6).

E’ da ricordare che, una volta aperto, la durata di un solare è pari a 12 mesi purché conservato in perfette condizioni e non contaminato da aria e sabbia dell'estate precedente. Durante la stagione calda inoltre restano sotto il sole per ore ed è meglio eliminarli a fine anno.

Non è necessario applicare più crema protettiva del dovuto sui nei poiché la loro intrinseca abbondanza di melanina è già in grado di assicurarne una protezione quasi completa.

Se poi non si desidera abbronzarsi può essere utile camminare sotto il sole con un ombrello di metallo o, molto più semplicemente….rimanere a casa!

   

(Dott. Alberto F. di Michele Dermatologo Foggia)

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