A seconda della loro lunghezza d’onda, i raggi solari si distinguono in UVA UVB, UVC ed IR (infrarossi).
I raggi UVC vengono bloccati dallo strato di ozono presente nella stratosfera.
Se raggiungessero la superficie terrestre sarebbero i maggiori responsabili dello sviluppo dei tumori cutanei.
Gli UVA, attraversando l’epidermide e raggiungendo il derma, sede del collagene e del sistema vascolare superficiale, sono responsabili del cronoinvecchiamento; gli UVB, raggiungendo gli strati superficiali dell’epidermide, portano a scottature solari; gli IR Sono responsabili del calore che avvertiamo quando ci esponiamo al sole e vengono bloccati dalle nuvole.
Rimanendo al sole quando il cielo è coperto saremo protetti dai raggi infrarossi ma non dagli UVA e UVB e, quindi, a fine giornata ci ritroveremo cotti come un’aragosta. Inoltre sono responsabili della couperose e del peggioramento di questa fino a sviluppare nel tempo la più importane rosacea.
L’esposizione alle lampade abbronzanti apporta un dosaggio di UVA o UVB da 3 a 5 volte superiore rispetto alla stessa esposizione al sole e quindi un maggior danno se non usate correttamente
A questo punto, oltre a “pinne fucile ed occhiali quando il mare è una tavola blu”, non bisogna dimenticarsi di fornirsi di uno specifica protezione solare che può essere a base di filtri chimici e fisici.
I filtri chimici sono composti da sostanze che assorbono i raggi solari e li convertono in calore.
Essi comprendono antranilati, benzimidazolsulfonati, cinnamati, PABA e derivati.
I filtri fisici sono dei pigmenti che riflettono sia gli UV che la luce visibile non penetrando nella cute e agendo da scudo.
I più comuni sono il biossido di titanio, l’ossido di zinco e il biossido di silicio.
In passato i filtri fisici lasciavano un’antipatica patina bianca sulla pelle creando l’effetto “fantasmino” ma oggi la tecnologia ha permesso di micronizzarli evitando questo fastidioso risultato collaterale.
Attualmente i filtri chimici e fisici vengono utilizzati in associazione per agire in modo sinergico e assicurare una adeguata protezione nei confronti del danno solare.
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