Accidenti! E' successo ancora! Sei stato troppo tempo al sole ed ora ti sei trasformato in Sebastian, il fedele amico della sirenetta Ariel, solo che non stai cantando “in fondo al mar”, ma piuttosto “cuando calienta el sol aquì en la playa” ed il colore della tua pelle è di un bel rosso acceso, tanto che potresti guidare come un faro le navi nell'oceano in tempesta.

Questo è risultato dal fatto che non ti sei esposto in modo corretto al  sole, non applicando alcuna protezione solare, non applicandone abbastanza, applicandola in modo scorretto, non applicandola frequentemente o , comunque, avendo seguito tutte le istruzioni per una corretta applicazione, ti sei esposto negli orari più caldi (dalle 11:00 alle 16:00), magari ininterrottamente e pure degustando uno spritz su di una spiaggia tropicale (ma anche mediterranea!).

Anche col cielo nuvoloso il pericolo scottatura è dietro l'angolo poiché, se le nuvole bloccano i raggi infrarossi responsabili del calore che avvertiamo sulla pelle, esse non filtrano gli UVA e gli UVB responsabili  rispettivamente dell'invecchiamento cutaneo e delle ustioni solari.

Una sola scottatura solare nel periodo infantile può predisporre alla formazione di tumori della pelle in futuro. E le lentiggini, che si formano dopo molti episodi di scottatura solare, non sono proprio belle quanto quelle di Vanessa Incontrada e di Emma Watson e tendono ad aumentare negli anni, essendo direttamente proporzionali al tempo di esposizione e alla quantità e qualità dei raggi che la pelle assorbe.

La scottatura solare determina arrossamento, calore e a volte dolore sulla cute e appare alcune ore dopo una prolungata esposizione a raggi UV che siano solari o artificiali da lampade abbronzanti.

Solo dopo alcuni giorni sarà possibile rendersi conto del danno che l'esposizione ha realmente provocato.

La pelle danneggiata comincerà a desquamarsi (spellarsi), con l'eliminazione dello strato più superficiale del corneo e  si potranno osservare zone di diverso colore, alcune più chiare e altre più scure.

Se si avverte la pelle bruciare nelle prime giornate di esposizione solare, è opportuno cercare riparo all'ombra applicando acqua fresca, ma non ghiacciata.

Cerca di non effettuare saune o bagno turco  nei giorni successivi per non aumentare il danno con ulteriore calore applicato.

Dopo aver fatto la doccia, sulla pelle ancora umida, ed  essersi asciugati tamponando e non strofinando, si dovrebbe applicare della crema idratante, magari contenente sostanze lenitive. 

Non sarebbe una cattiva idea anche una spruzzata di acqua termale anche più volte al giorno.

Ancora è importantissimo assumere molti liquidi (acqua, non Coca Cola, birra o altri cocktail!) per sopperire a quelli persi  con la sudorazione.

E' bene non ignorare la comparsa di vescicole o bolle, febbre, nausea , mal di testa e brividi, affaticamento e sensazione di occhio secco associata a dolore, tutti segni di estrema disidratazione, i quali potrebbero richiedere bendaggi medicati e, in casi più gravi, anche il ricovero ospedaliero.

Quando ci si applica una protezione solare non  si pensa a tutto il corpo ma, generalmente, si lasciano scoperte orecchie, labbra e cuoio capelluto, area estremamente sensibile soprattutto per uomini con il fisico "cefalico" di Bruce Willis o Vin Diesel.

I fototipi più chiari I-II-III sono quelli più soggetti alle scottature solari mentre i fototipi IV,V, IV sono maggiormente protetti, ma comunque esposti, come gli altri, al danno attinico a livello del DNA con possibilità di sviluppare tumori della pelle, come il temibile melanoma, ed i tumori non-melanoma, come cheratosi attiniche ed epiteliomi.

Alcuni farmaci come antibiotici, anticoncezionali, antidepressivi, anticoagulanti e antidiabetici, essendo fotosensibilizzanti, possono reagire con i raggi UV portando a fenomeni irritativi fino a vere e proprie ustioni che possono residuare in iperpigmentazioni cutanee temporanee o permanenti.

Se poi si vuole accelerare l’abbronzatura applicando  il rimedio casalingo del lattice di fico,  sarebbe meglio desistere, poichè quello che si otterrà è una splendida ustione solare, in quanto il suo lattice contiene psoraleni (sostanze usate in alcune patologie come la psoriasi) che, fotocombinandosi col DNA, ne provocano alterazione fino alla morte cellulare.

E’ bene ricordarsi poi, che la produzione di melanina è un meccanismo di difesa da parte del corpo quindi abbronzarsi sì, ma con attenzione!

Dr Di Michele Alberto, dermatologo

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