PROBLEMI A CONCENTRARSI: CAUSE E RIMEDI

 (a cura della redazione di GF)

Eccoci qua: Settembre, fine estate, inizio scuola, lavoro…panico!!!

Torniamo a combattere con la poca concentrazione: nostra sul lavoro, dei bambini a scuola, che si associa ad una difficoltà a ricordare tutte gli impegni delle interminabili giornate di questo periodo, ma perché accade tutto questo?

Per poter capire perché abbiamo problemi a concentrarci o ricordare è necessario fare un passo indietro e capire cosa c’è alla base della memoria e della capacità di concentrarsi e, come sempre, dobbiamo tornare alle origini…al nostro organismo.

Come funziona la memoria e la concentrazione?

Innanzitutto, definiamo la concentrazione come la capacità di mantenere un’attenzione, su di un dato compito, per un periodo prolungato di tempo.

Memoria e attenzione dipendono dal corretto funzionamento del nostro sistema nervoso centrale (SNC) ed in particolare dell’encefalo, presente nel cranio. L’ippocampo è la parte dell’encefalo deputata alla memoria, mentre ipotalamo e sistema limbico sono coinvolti nel processo di attenzione.

Possiamo semplificare il processo dicendo che: memoria e attenzione dipendono dalla capacità delle cellule del nostro cervello, chiamate neuroni, di comunicare tra loro al fine di trasmettere il messaggio proveniente dal mondo esterno, che può essere il ricordo nel caso della memoria o un compito assegnato nel caso dell’attenzione. Questa trasmissione di segnale (messaggio) tra le cellule avviene attraverso delle sostanze chiamate neurotrasmettitori, che, a loro volta, vengono rilasciate a seguito di un impulso elettrico, che raggiunge il neurone. Tale impulso elettrico è generato da un cambio di concentrazioni di elettroliti, come il sodio ed il potassio, all’ interno delle cellule.

A questo punto possiamo capire che, tutte le volte che ci troviamo a parlare di perdita di memoria o difficoltà a concentrarsi, dobbiamo pensare che il problema nasca dalla nostra testa.

Ovviamente ci sono situazioni di facile rimedio, temporanee e situazioni più importanti, dove sarà necessario fare degli esami approfonditi e rivolgersi al medico.

Difficoltà di concentrazione e memoria? Ecco alcune cause

Abbiamo visto come la memoria è la capacità di ricordare eventi di un lontano o recente passato. Tale capacità è dovuta ad una trasmissione di segnali tra l’encefalo, in particolare l’ippocampo, e la corteccia cerebrale, quindi tra la parte più interna ed esterna del cervello.

In situazioni patologiche, come per esempio il morbo di Alzheimer, queste trasmissioni iniziano a non funzionare bene e si inizia ad avere una progressiva perdita di memoria; in altre situazioni ci possono essere dei danni a carico delle cellule nervose, che compromettono la memoria, come a seguito di ictus, tumori, traumi cranici. Queste sono situazioni patologiche di perdite di memoria e necessitano di un’accurata diagnosi da parte di medici specializzati.

Deficit dell’attenzione (ADHD) o problemi nel concentrarsi? Facciamo chiarezza

Parlando di mancanza di concentrazione, anche in questo caso è necessario fare delle distinzioni a seconda dei casi.

Ci sono situazioni di difficoltà di concentrazione generata da un particolare momento della vita e situazioni più particolari, come per esempio la ADHD o disturbo da deficit di attenzione iperattività presente in età pediatrica, che necessita di una precisa diagnosi da parte degli specialisti della materia. Il disturbo da deficit di attenzione è un disturbo del neurosviluppo, le cui cause sono da riscontrare in una predisposizione genetica, così come a fattori esterni che possono influenzare lo sviluppo neurologico del feto durante la gravidanza. Si manifesta, o meglio viene diagnosticato, quando il bambino inizia ad interagire con il mondo esterno e presenta un’ iperattività a livello pre-scolare e mancanza di concentrazione successivamente. Ovviamente questa è una situazione che va attentamente monitorata da personale qualificato.

In generale possiamo, però, affermare che in alcuni momenti della vita, un po' tutti abbiamo una maggiore difficoltà a concentrarsi o a ricordare.

Se facciamo caso a quando ciò avviene, ci possiamo accorgere che magari stiamo attraversando un momento particolarmente difficile, dove viviamo con più ansia o stress o siamo oberati dagli impegni quotidiani, che non riusciamo a gestire ed organizzare o siamo appena rientrati dalle ferie e siamo sommersi di impegni, come se non ci fossimo mai allontanati dall’ ufficio!!

Lo stress genera nel nostro organismo uno squilibrio tra i vari elettroliti come sodio, potassio, magnesio, necessari per il normale e corretto funzionamento cellulare, come, per esempio, la trasmissione dell’impulso nervoso nel cervello…ed ecco che abbiamo il vuoto di memoria e più aumenta l’ansia e peggio è!!! A chi non è mai capitato di non ricordare il PIN della carta Bancomat e più ci si sforza, peggio è?

Come facciamo per migliorare la memoria e aumentare la concentrazione?

Abbiamo visto come i processi che generano la memoria e concentrazione dipendano da una corretta funzionalità delle cellule del SNC, pertanto una qualsiasi sostanza che assumiamo, per avere effetto, deve essere in grado di raggiungere il cervello e quindi passare la barriera emato-encefalica che è una sorta di protezione del cervello. Questo significa che non sono molte le sostanze in grado di farlo ed essere realmente efficaci.

Oltre ai farmaci, studiati per agire a livello del SNC e che devono essere solo prescritti dai medici in caso di necessità; esistono una serie di sostanze con una rinomata capacità di azione sulle nostre funzioni cognitive.

Vediamo alcune tra le più comuni:

  • Omega 3: si è visto che tale sostanza è un componente della membrana che avvolge le cellule neuronali, pertanto una sua carenza, soprattutto durante lo sviluppo embrionale, comporterebbe un’inadeguata struttura cellulare; anche in età adulta si è visto che può ridurre la progressione della perdita delle funzioni cognitive
  • L-acetil-Carnitina: presente in alcuni cibi, ma soprattutto in molti integratori, recentemente si è visto che la sua assunzione è associata ad un miglioramento delle funzioni cognitive
  • Omotaurina: sostanza capace di interferire con i processi tossici di una proteina, la beta amiloide, responsabile dei danni che si riscontrano nella malattia di Alzheimer
  • L-teanina: sostanza presente nella pianta del thè. Assunta oralmente è in grado di raggiungere il cervello dove agisce come un neurotrasmettitore e favorisce le funzioni cognitive
  • Complesso della VitaminaB: in particolare la Vitamina B6, che favorisce la produzione di alcuni neurotrasmettitori; la Vitamina B12, una sua carenza è associata a perdita di memoria o concentrazione;
  • Ginkgo biloba: appartiene alla famiglia dei flavonoidi, le cui capacità antiossidanti sono ampiamente dimostrate, pertanto viene utilizzato per contrastare i danni a livello cellulare
  • Ginseng: capace di contrastare stanchezza e stress, potrebbe essere utile per recuperare la memoria e concentrazione in un dato particolare periodo

Quindi quando dobbiamo scegliere un integratore per memoria e migliorare la nostra concentrazione, assicuriamoci che contengano almeno uno di questi componenti.

Il magnesio ed il potassio per la memoria e concentrazione

Quante volte alla nostra domanda su che cosa possiamo prendere quando ci sentiamo poco concentrati, stanchi, ci siamo sentiti consigliare un integratore di magnesio e potassio? O prima di un esame universitario o di un particolare incarico che richiedesse concentrazione?

Il magnesio ed il potassio sono due elementi chimici presenti in natura ed anche nel nostro organismo. Abbiamo visto come la loro presenza sia necessaria, nelle giuste concentrazioni, al fine di regolare una serie di processi fisiologici come la trasmissione del segnale tra le cellule nervose, che, a sua volta è alla base della generazione del ricordo o dello stato di attenzione; pertanto, la loro presenza è di per sé fondamentale per il fisiologico funzionamento cognitivo.

Inoltre, una carenza di magnesio e potassio è associata ad una serie di sintomi, tra cui stanchezza, irritabilità, depressione, ansia, nervoso, che abbiamo visto essere alla base dei vuoti di memoria occasionali o della difficoltà a concentrarsi. 

Possiamo quindi affermare che se ci troviamo in un periodo di stress, ansia, stanchezza cronica, assumere un integratore di magnesio e potassio non potrà che farci bene; ci permetterà di recuperare le forze; di sentirci meglio e più preparati ad affrontare gli impegni quotidiani.

In conclusione… Buon magnesio e potassio a tutti!!!!

Commenti (0)

Non ci sono commenti
Product added to wishlist
Product added to compare.