LA CISTITE

Cos’è la CISTITE?

La cistite è l’infiammazione della vescica che colpisce in prevalenza le donne, in quanto anatomicamente più predisposte degli uomini, ma può colpire anche gli uomini, come vedremo in seguito. 

Più del 30% delle donne manifesta un episodio di infezione delle vie urinarie nel corso della propria vita. 

Solitamente si tratta di cistite, ossia di un'infezione limitata alla vescica, che spesso si accompagna ad un bisogno continuo e doloroso di urinare. Si tratta, infatti, di una condizione molto frequente nelle donne in età fertile: si stima che il 25-35% delle donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni abbia manifestato almeno un episodio di cistite nel corso della sua vita e circa un quarto di queste svilupperà un’infezione ricorrente entro 6-12 mesi (recidiva).  Le donne incinte, in particolare, rientrano tra le categorie a rischio.

Per recidiva si intende lo sviluppo di una nuova cistite entro 15 giorni dal primo episodio, causata dallo stesso germe patogeno.

Per reinfezione si intende una nuova manifestazione dopo almeno 15 giorni dal primo episodio, causata da un germe patogeno differente. In questi casi sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici e differenti schemi terapeutici. Questi verranno valutati a seconda del singolo caso con il medico.

Il processo infiammatorio a carico della vescica può essere acuto, subacuto o cronico.

L'infezione, infatti, può risolversi dopo un solo episodio, oppure, specie quando viene trascurata, ripresentarsi e cronicizzare.

In questo secondo caso, il processo infettivo può estendersi pericolosamente alle vie genitali o alle alte vie urinarie (vedi pielonefrite).

La cistite insorge, talvolta, senza sintomi o cause evidenti; altre volte, è secondaria a pratiche anticoncezionali o a rapporti sessuali.

Si tratta, quindi, di un’infiammazione molto fastidiosa che va curata adeguatamente quando si presenta, ma che si può prevenire adottando dei semplici accorgimenti.

Quali sono le cause della CISTITE?

L'infiammazione è causata da batteri che popolano l'ultimo tratto dell'intestino, fra cui in prima linea il colibacillo (Escherichia Coli), o da altri patogeni (Klebsiella, Proteus, Gram positivi). Tali germi possono raggiungere la vescica dall'esterno, passando attraverso l'uretra, o dall'interno per propagazione da organi vicini, o ancora per via ematica. Durante l'atto minzionale si può, infatti, verificare una risalita dei germi verso la vescica. Giunti in vescica i germi possono moltiplicarsi in modo esponenziale e produrre l'infiammazione della mucosa.

La vescica ha una notevole resistenza alle infezioni ed in condizioni normali l'urina che contiene è sterile. Esistono, tuttavia, particolari condizioni che rendono l'organismo più suscettibile all'attacco batterico.

La cistite, quindi, può manifestarsi per la presenza di numerose condizioni predisponenti:

  • Debilitazione del sistema immunitario in seguito a terapia antibiotica, alimentazione irregolare o stress eccessivo;
  • Affaticamento fisico o mentale;
  • Scarsa o eccessiva igiene intima è un fattore di rischio comune per la cistite;
  • Utilizzo di assorbenti interni;
  • Uso del diaframma e di creme spermicide che diminuiscono l'acidità vaginale favorendo la contaminazione batterica;
  • Pantaloni o biancheria intima eccessivamente aderente;
  • Malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea (o blenorrea);
  • Agenti chimici;
  • Malformazioni dell'apparato urinario possono predisporre alla cistite;
  • Rapporti sessuali;
  • Utilizzo del catetere;
  • Stenosi o restringimenti uretrali;
  • Presenza di corpi estranei o patologici nella vescica (calcoli o tumori);
  • Diverticoli;
  • Diabete: la presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) favorisce la crescita batterica

Quali sono i Sintomi della Cistite?

Sul piano clinico la cistite è caratterizzata dai seguenti sintomi irritativi:

  • Pollachiuria: aumento transitorio o permanente del numero di minzioni durante le 24 ore, accompagnato dalla riduzione del volume vuotato per ogni atto minzionale;
  • Disuria: difficoltà nell'urinare saltuaria o continua, la minzione può essere lenta e poco copiosa; tutto ciò richiede uno sforzo eccessivo, i muscoli appaiono contratti ed il getto può risultare modificato nel volume o nella forma (deviato, tortuoso ecc.) o arrestarsi improvvisamente e involontariamente;
  • Bruciore o dolore durante la minzione, talvolta accompagnato da brividi e freddo;
  • Tenesmo vescicale: spasmo doloroso seguito dall'urgente bisogno di urinare;
  • Urine torbide, a volte maleodoranti;

Talvolta è presente anche ematuria o piuria, termini utilizzati per indicare, rispettivamente, la presenza di sangue e pus nelle urine.

In genere la cistite acuta e non complicata non causa febbre; tuttavia, quando la temperatura sale notevolmente potrebbe voler dire che l'infezione si è propagata alle alte vie urinarie.

La sintomatologia della cistite cronica è simile a quella della cistite acuta, ma più lieve.

Diagnosi e terapia in caso di cistite

La diagnosi di cistite avviene mediante analisi di laboratorio. L’esame delle urine viene previsto per accertare la presenza di batteri, nitriti, globuli bianchi e rossi mentre l’urinocoltura per identificare correttamente l'agente responsabile dell’infezione, la carica batterica e la risposta a diversi Antibiotici (antibiogramma). Di conseguenza la terapia in caso di cistite si basa principalmente sull'assunzione di antibiotici mirati per scongiurare, fin dal primo episodio, eventuali successive manifestazioni.

Nel caso di episodi di cistite ricorrenti, uno studio ecografico dell’apparato urinario e una cistoscopia possono essere utili per indagare in maniera più approfondita le cause delle infezioni.

La terapia della cistite, quindi,  va scelta in base all'antibiogramma. In assenza di un antibiogramma, anche l'approccio terapeutico su base empirica può risultare efficace, purché si tenga conto delle resistenze agli antibiotici.

Gli schemi terapeutici utilizzati prevedono l'utilizzo di antibiotici, associati a sintomatici come miorilassanti ed eventualmente a lattobacilli vaginali e/ o altri integratori (cranberry, D-mannosio, L-metionina).

Come norme comportamentali è utile avere un'idratazione adeguata tramite aumentata introduzione di liquidi, una dieta priva di cioccolata, cibi piccanti, alcolici e una corretta igiene intima.

Per quanto riguarda la terapia antibiotica va comunque considerato che la possibilità che l'infezione delle vie urinarie non complicata, lasciata senza trattamento, progredisca verso infezioni delle alte vie urinarie, è rara. 

Oggigiorno è molto in uso la fosfomicina (è un antibiotico ad ampio spettro di origine naturale) per via orale a dose singola, ma si consiglia di usarla solo quando si è consultato il medico.

Va infine ricordato che la terapia antibiotica, quando occorre, va usata su consiglio del medico con le dosi ed i tempi appropriati: un uso improprio degli antibiotici favorisce le resistenze dei batteri che rendono poi difficile e problematica la risoluzione del problema.

Per quanto riguarda gli integratori, i probiotici e prebiotici, dovrà essere il medico a consigliarli in base all'anamnesi della singola paziente.

Il cranberry, forse il più noto integratore, contiene polifenoli del gruppo delle proantocianidine, che esercitano un effetto protettivo sulla mucosa vescicale, inibendo l'adesività batterica all'urotelio.

Il D-mannosio, invece, favorisce l'eliminazione dei batteri attraverso le vie urinarie.

La metionina è un aminoacido essenziale che contribuisce al mantenimento del pH urinario fisiologico, creando così condizioni sfavorevoli alla colonizzazione batterica.

Probiotici e Prebiotici ristabiliscono la flora lattobacillare intestinale e vaginale.

I trattamenti antidolorifici o antispastici possono alleviare il sintomo, ma sono inutili ai fini della cura.

Prevenzione della CISTITE

Nelle donne che soffrono di ≥ 3 infezioni delle vie urinarie/anno, sono raccomandate alcune misure comportamentali.

Ecco di seguito alcune semplici regole di comportamento per prevenire la cistite:

  • Bere molto e spesso. Il consumo di acqua aiuta a prevenire l'insorgenza della cistite, evitando che l'urina ristagni per lungo tempo all'interno della vescica.
  • Evitare di trattenere troppo a lungo la pipì, poiché la rarefazione delle minzioni agevolerebbe la moltiplicazione batterica.
  • Seguire una dieta sana ed equilibrata, concedersi saltuariamente delle pause rigeneranti e praticare regolare esercizio fisico; tali norme comportamentali sono importantissime per garantire l'ottimale efficienza del sistema immunitario.
  • Evitare i rapporti sessuali con persone a rischio od utilizzare perlomeno delle precauzioni.
  • Bere alcuni bicchieri di acqua, urinare e detergere le zone intime dopo il rapporto sessuale.
  • Evitare di stare a lungo con il costume da bagno umido.
  • Non indossare pantaloni, biancheria intima o altri indumenti troppo stretti. Meglio indossare biancheria intima in cotone, la quale, rispetto alle fibre sintetiche, garantisce una miglior traspirazione.

LA CISTITE MASCHILE

Cistite maschile è l'espressione medica che indica l'infiammazione della vescica nell'uomo.

Meno comune della cistite nella donna, la cistite maschile può essere batterica (cioè dovuta a batteri), farmaco-indotta, da radioterapia (ossia dovuta alla radioterapia), da corpo estraneo (in questo caso, la causa è solitamente l'utilizzo del catetere vescicale), chimica (ovverosia dovuta all'esposizione a sostanze chimiche tossiche) oppure interstiziale (cause sconosciute). 

La cistite maschile produce una serie di sintomi caratteristici, tra cui: bisogno impellente e persistente di urinare, bruciore durante la minzione, pollachiuria (minzione frequente, ma con emissione di piccole quantità di urina) e disuria (difficoltà a urinare).

Solitamente, la diagnosi di cistite maschile e delle sue cause si basa sulle informazioni provenienti da: l'esame obiettivo, l'anamnesi e alcuni test più specifici, come l'esame delle urine, la cistoscopia e l'ecografia all'addome inferiore.

La terapia della cistite maschile varia in funzione della causa scatenante; ciò spiega per quale motivo, nel corso della diagnosi, i medici si sforzino di capirne il preciso fattore causale.

Al di là delle differenze di incidenza, la cistite maschile e la cistite nella donna sono sostanzialmente sovrapponibili: le due condizioni condividono le stesse cause, gli stessi sintomi generici, lo stesso iter diagnostico per la loro rilevazione, la stessa terapia e le stesse misure di prevenzione.

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