CAMBIO DI STAGIONE E DISTURBI GASTRICI

La primavera è arrivata, i fiori sbocciano e come il picchio nei boschi, anche la gastrite si risveglia, implacabile, in questa stagione. Se il passaggio è d’obbligo, aiutiamoci il più possibile per ridurre i fastidiosi sintomi di questo disturbo. Ne parliamo in questo articolo.

Quella che per molti è la più bella stagione dell’anno, la primavera, per altri rappresenta un periodo di difficoltà per il proprio stomaco che con i suoi dolori e bruciori avverte che la gastrite, insieme alle splendide fioriture, si è risvegliata. Colpisce indistintamente donne, uomini e sempre più spesso gli adolescenti e trovare le cause di tale disagio a volte non è così banale perché se per alcuni è legata solo allo stile di vita, per molti ci sono un insieme di fattori e concause non semplici da individuare.

Cos’è la gastrite?

Per gastrite si intende l’infiammazione della parete interna che riveste lo stomaco, chiamata mucosa gastrica. Può presentarsi occasionalmente, al cambio di stagione o in alcuni casi diventare gastrite cronica, con possibili conseguenze quali formazioni di ulcere o patologie più gravi.

In primavera si avverte di più il bruciore di stomaco (pirosi gastrica) perché aumentano gli acidi prodotti dalle pareti dello stomaco, in particolare l’acido cloridrico. Questo è legato a una condizione primitiva, quando nel corso dell’inverno la possibilità di reperire cibo era molto difficile e pertanto l’organismo riduceva la secrezione di acidi gastrici che avrebbero danneggiato le pareti dello stomaco, non essendo impegnati nella digestione, per poi aumentare la produzione nel cambio di stagione.

In primavera poi la maggior disponibilità di luce attiva la formazione dell’ormone cortisolo, che a sua volta limita la peristalsi intestinale, ovvero i movimenti involontari della mucosa dello stomaco e dell’intestino, che favoriscono la digestione. Il cortisolo poi predispone ad ansia e sbalzi d’umore, che portano talvolta inappetenza e dispepsia. Tutto ciò predispone lo stomaco ad una maggiore esposizione all’azione degli acidi, che infiammano la sua parete.

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono diversi, dai bruciori intensi allo stomaco ai dolori addominali, nausea, vomito, perdita di appetito, pressione epigastrica, gonfiore, flatulenza, stanchezza fino ad arrivare a forme di seria debilitazione.

Chi è più predisposto al mal di stomaco nei cambi di stagione?

Tutti coloro che per un motivo o per un altro presentano un’alterazione dell’acidità gastrica:

  • chi è stressato e a causa di ciò ha una flora batterica alterata e una minore resistenza delle mucose
  • chi beve troppo alcol che irrita la mucosa gastrica
  • chi ha problemi alla colecisti perché ha un minore funzionamento del sistema biliare
  • chi assume troppi farmaci antinfiammatori, cortisonici e integratori del ferro
  • chi ha problemi di alterata motilità gastrica a causa di malattie

Cosa fare per evitare o ridurre i fastidiosi sintomi della gastrite?

Per ostacolarne l’insorgenza, occorre innanzitutto assecondare le esigenze dell’organismo che, non dovendo più contrastare il freddo, riduce il fabbisogno di calorie e richiede una maggiore quantità di acqua e sali minerali.

Attenzione in particolare ad alimentazione e stile di vita. Per prima cosa, bisogna scegliere con cura ciò che si mangia.

L’eccesso di cibo è uno dei principali fattori che porta l’organismo a produrre una maggiore quantità di acidi nello stomaco, allungando i tempi della digestione. Le abbuffate di cibo rendono particolarmente laboriosa e difficile la digestione, facilitando anche il reflusso di contenuto gastrico nell’esofago.

E’ quindi preferibile fare piccoli pasti ogni giorno e fare attenzione a cosa si porta in tavola.

Cereali come avena e riso, alcuni frutti come mela e pera, verdure come finocchio e carota sono molto benefici per lo stomaco perché facilmente digeribili.

Gli alimenti grassi o fritti, cibi troppo freddi o troppo caldi, caffè, tè e bevande gassate vanno invece ridotti o eliminati dalla dieta quotidiana.

Evita quindi carni rosse grasse ed insaccati, dolci con la crema, sostanze alcoliche, formaggi fermentati e latte intero, arance e agrumi (che possono aggredire l’esofago e lo stomaco stimolando la produzione di acido), pomodori, sottaceti, succhi di frutta confezionati.

Anche il cioccolato, la menta e i cibi piccanti (così come troppi condimenti) possono creare disturbi allo stomaco e sono da evitare.

L’alimentazione ha un ruolo fondamentale per controllare i disturbi della digestione.

Ecco gli accorgimenti da seguire per superare al meglio il periodo critico del cambio di stagione e favorire la digestione:

  1. Fare cinque piccoli pasti nell’arco della giornata (colazione, spuntino a metà mattina, pranzo, merenda a metà pomeriggio, cena);
  2. Evitare abbuffate e pasti abbondanti;
  3. Mangiare lentamente e masticare molto;
  4. Preferire pasta e riso cotti al dente perchè sono più digeribili;
  5. Evitare alimenti troppo caldi o troppo freddi;
  6. Preferire cibi asciutti in modo da assorbire la maggiore quantità possibile di succhi gastrici;
  7. Bere acqua naturale nell’arco della giornata, ma bere poco durante i pasti per evitare di gonfiare troppo lo stomaco;
  8. Ridurre al minimo il fai da te, gli antiacidi che troviamo normalmente al bancone della farmacia possono aiutare, ma è sempre meglio chiedere al proprio medico o a uno specialista.
  9. Smettere di fumare: la nicotina contenuta nelle sigarette favorisce la risalita del cibo, aumenta la produzione di acido nello stomaco, aumenta la pressione addominale, mediante la tosse e l’inspirazione profonda, e riduce la salivazione 
  10. Tenere sotto controllo il peso e ridurre il sovrappeso: il peso in eccesso aumenta la pressione addominale, favorendo il reflusso
  11. Evitare di indossare vestiti scomodi o troppo stretti in vita: aumentano la pressione addominale che facilita il reflusso
  12. Evitare di dormire subito dopo aver mangiato.

Riguardo all’ultimo consiglio, ricorda infatti che la “pennichella” non aiuta la digestione.

La tentazione di fare un sonnellino subito dopo pranzo o di sdraiarsi sul letto (o sul divano) dopo cena è sempre in agguato, soprattutto a primavera.

In realtà, mettersi in una posizione orizzontale appena completato il pasto è una pessima abitudine, perché facilita la risalita degli acidi dallo stomaco nell’esofago. E’ meglio, quindi, andare a fare una breve passeggiata; in questo modo lo svuotamento dello stomaco viene accelerato, con conseguente diminuzione della sensazione di pesantezza e di bruciore.

La terapia

La terapia farmacologica della sintomatologia dispeptica prevede innanzitutto gli antiacidi.

Vanno assunti in più dosi, da suddividere nell’ arco della giornata, soprattutto quando c’ è dolore o bruciore gastrico.

Per i disturbi da reflusso gastroesofageo e per quel tipico senso di peso alla bocca dello stomaco, sono invece indicati i farmaci “procinetici”: favoriscono lo svuotamento dello stomaco, ossia la digestione, impedendo il reflusso dei succhi gastrici verso l’ esofago. Valide le sostanze che riducano i gas che si sviluppano nello stomaco, a seguito della fermentazione del cibo trattenuto troppo a lungo, ma anche per l’ aria che si inghiotte involontariamente sotto stress. Gli antisecretivi, si prendono solo con diagnosi di ulcera o ernia iatale.

Conclusioni

In presenza di bruciori e disagi di stomaco ricorrenti è quindi bene accertarne le cause con uno specialista. Una volta accertato che si tratta di gastrite, per prima cosa occorre correggere abitudini alimentari sbagliate. Per trovare sollievo dal disturbo, possiamo però anche ricorrere ad alcuni aiuti naturali, ancor più efficaci se inseriti in uno stile di vita corretto.

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