TUTTO CIO’ CHE C’E’ DA SAPERE SUGLI ANTINFIAMMATORI

Si sente sempre parlare degli antinfiammatori. Per qualsiasi disturbo o piccolo fastidio ecco che la soluzione è: “Prenditi un antinfiammatorio!!”

Ma quando servono? Iniziamo con il capire quando ci troviamo difronte ad un’ infiammazione. Tutti i processi infiammatori sono caratterizzati da cinque componenti: calore (aumento della temperatura), rossore, dolore, turgore, gonfiore.

Vediamo perciò di capire meglio cosa sono gli antinfiammatori e quando usarli.

Cosa sono gli antinfiammatori?

In generale possiamo dire che qualsiasi molecola in grado di bloccare un processo infiammatorio, viene definita antinfiammatoria. E’ necessario però distinguere gli antinfiammatori in due grosse categorie:

  • FANS o antinfiammatori non steroidei
  • Antinfiammatori steroidei

FANS o antinfiammatori non steroidei:

Sono molecole di sintesi capaci di bloccare la produzione di prostaglandine, una sostanza coinvolta nel processo infiammatorio. Vengono chiamati così perché la loro struttura chimica non è simile ai corticosteroidi. Esistono svariate molecole definite FANS, per citare le più comuni: acido acetilsalicilico o Aspirina, nimesulide o Aulin, ibuprofene o Brufen, ketoprofene o Oki. L’ azione dei FANS, il più delle volte, non riesce ad essere totalmente selettiva al punto interessato dall’infiammazione, pertanto a tali farmaci sono associati una serie di effetti collaterali, che ne dovrebbero limitare l’uso. Per esempio, l’inibizione della sintesi delle prostaglandine causa il classico bruciore di stomaco, che potrebbe anche degenerare in ulcera gastrica; questo perché la parete dello stomaco non è protetta dalle prostaglandine. Questo è il motivo per cui si consiglia l’uso dei FANS a stomaco pieno. La scelta tra i vari tipi di antiinfiammatorio è difficile, perché il meccanismo d’azione è analogo, pertanto è necessario sentire il parere del medico e ricordarsi che c’è comunque una risposta individuale a ciascun farmaco

Vengono usati per ridurre l’  infiammazione,  per far scendere la febbre, e per ridurre vari tipi di dolore. 

Antiinfiammatori steroidei

Detti anche corticosteroidi, sono chiamati così perché la loro struttura chimica deriva dal cortisolo, l’ormone corticosteroide, precursore del cortisone, che produciamo nel nostro organismo. Sono sostanze che quindi mimano l’azione del cortisone. Sono potenti antiinfiammatori, che vanno usati con cautela e sotto stretta indicazione del medico. Proprio per la loro capacità di interferire con l’azione del cortisone fisiologico, è necessario utilizzarli nelle giuste dosi e rispettando tutte le indicazioni del medico. Hanno diversi ambiti di utilizzo: ci sono i corticosteroidi usati per inalazione (areosol, spray) vengono usati per ridurre l’infiammazione a livello dei bronchi; corticosteroidi usati a livello topico, molte pomate sono a base di tali sostanze e vengono usate per ridurre stati infiammatori a livello della pelle…

Ricordatevi che tali sostanze servono solo per eliminare il sintomo, ma non eliminano la causa ed in alcuni casi possono pertanto anche mascherare una patologia in atto, rendendo più difficile una diagnosi da parte del medico.

Hanno diversi ed importanti effetti collaterali, dovuti al fatto che mimano l’azione del cortisone endogeno, che ha tante funzioni nel nostro organismo. Gli effetti sono legati anche alla modalità di somministrazione, ovviamente un’  azione locale, tipo una pomata, genera un  minor assorbimento del principio attivo e quindi un minor rischio di effetti collaterali, rispetto per esempio ad una somministrazione sistemica (fiala).

Antiinfiammatori naturali

Gli antiinfiammatori visti fino ad ora sono tutte sostanze prodotte in laboratorio, di sintesi appunto. 

Esistono in natura sostanza con comprovata efficacia antiinfiammatoria come: liquirizia, arnica, camomilla romana, il cardo mariano…

Il dubbio sull’uso di queste sostanze naturali è come conoscere il dosaggio corretto per ciascuno di noi al fine di ottenere l’efficacia voluta. Inoltre dobbiamo tener conto che molto spesso si ricorre agli antiinfiammatori per ridurre la sintomatologia di un evento acuto, in questo sarebbe opportuno utilizzare una molecola di sintesi in modo da avere un effetto quasi immediato, piuttosto che molecole naturali, che necessitano di più tempo e di un uso costante per essere efficaci.

Diverso il discorso su stati infiammatori cronici, dove un uso continuato e costante può dare un beneficio nel lungo periodo. 

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In conclusione

In conclusione possiamo dire che tutti gli antiinfiammatori sono utili ed indispensabili in alcune situazioni, purtroppo portano con sé una serie di effetti che dovrebbero limitarne l’uso. Il consiglio è quello di prenderli sempre dietro parere medico o di un farmacista.

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