PRESSIONE ARTERIOSA: COS’E’? A COSA SERVE? CONOSCIAMO L'IPERTENSIONE

PRESSIONE ARTERIOSA: COS’E’? A COSA SERVE? CONOSCIAMO L'IPERTENSIONE.

Il cuore è un organo molto importante, responsabile della circolazione del sangue in tutto il corpo. Grazie al cuore, ossigeno ed elementi nutrienti, contenuti nel sangue arterioso, raggiungono tutti gli organi e i tessuti del nostro organismo. Per permettere questo flusso, il cuore deve produrre una forza in grado di pompare il sangue in tutto il corpo. La forza prodotta dal cuore per far scorrere il sangue nelle arterie si chiama PRESSIONE SANGUIGNA. Il lavoro svolto dal cuore è notevole, basta considerare che nel corso di una vita il cuore pompa circa 190 milioni di litri di sangue.

 

Quando si parla di pressione si sente sempre parlare di “pressione massima e pressione minima”, ma a cosa ci si riferisce?

Quando il cuore si contrae (sistole) per spingere il sangue nell’aorta, l’arteria del cuore, imprime al flusso sanguigno la massima forza possibile per poter circolare in tutte le arterie e raggiungere i vari distretti del corpo. Questa massima forza rappresenta la “pressione massima” o pressione sistolica.

Quando, al contrario, il cuore si distende (diastole) per potersi riempire di sangue, da immettere in circolo, imprime la minima forza. Questa è la “pressione minima” o pressione diastolica.

In condizioni di normalità i valori di pressione sono: la massima 120mmHg, la minima 80mmHg.

La pressione arteriosa, e quindi la massima e la minima, sono determinati da tre fattori :

  1. La forza di contrazione del Cuore
  2. La quantità di sangue in circolo e la sua viscosità
  3. L’elasticità delle arterie

Ovviamente il nostro organismo è in grado di controllare questi tre fattori, adattandoli alle nostre esigenze. Per esempio quando saliamo le scale i nostri muscoli hanno bisogno di energia e quindi il cuore dovrà battere di più per pompare più sangue, in modo da fornire l’energia necessaria ai  muscoli; al contrario quando dormiamo utilizziamo la minima quantità di energia ed il cuore può battere più lentamente. Come il nostro organismo, anche delle condizioni esterne possono influenzare questi tre fattori, portando ad un innalzamento o abbassamento della pressione. Quindi andare a misurare i valori di pressione massima e minima, ci consente di avere un’idea del buon funzionamento del cuore, dell’elasticità delle arterie e della fluidità del sangue.

È importante che la pressione si mantenga nel range di normalità di 75/80-115/120 mmHg.

Al di sotto di tali valori si soffre di “Pressione bassa”o Ipotensione, che comporta un senso di vertigine, vista annebbiata, stanchezza, fino allo svenimento; questo perché il cuore non esercita una pressione sufficiente a mandare il sangue, con ossigeno e nutrienti, a tutti gli organi.

Con il passare dell’età ed a causa di altri fattori esterni, le tre condizioni possono variare. Per esempio si può andare incontro ad un ispessimento ed irrigidimento delle arterie, un aumento della viscosità del sangue dovuta al colesterolo, in questi casi il cuore deve imprimere una forza maggiore per far scorrere il sangue nel corpo. Questo porta ad un aumento della pressione sanguigna. Si parla di ipertensione quando la pressione sanguigna si mantiene al di sopra dei 140/90 mm Hg (sistolica, diastolica o entrambe).

 

Esistono due tipi di ipertensione:

  1. Ipertensione primaria: è un’ipertensione che non ha una causa scatenante
  2. Ipertensione secondaria: si riferisce alla pressione sanguigna elevata provocata da cause identificabili (ad esempio una produzione anomala di ormoni delle ghiandole surrenali). Solo una minima parte dei pazienti soffre di questo tipo di ipertensione. Una volta individuata la causa e adeguatamente trattata, la pressione sanguigna dovrebbe tornare normale.

La maggior parte dei pazienti soffre di ipertensione primaria, che non ha una causa specifica, ci sono alcuni fattori esterni, che possono favorire la pressione alta come: fumo, alimentazione ricca di sale , alcool e grassi, vita sedentaria, stress, familiarità, età, obesità.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stimato che circa 5 pazienti su 10 over 60 anni, soffrono di ipertensione.

 

Ma cosa significa soffrire di ipertensione?

Molto spesso l’ipertensione è silente, cioè non dà sintomi evidenti, però quando un paziente soffre di ipertensione, il suo cuore deve lavorare di più per permettere al sangue di circolare in tutto il corpo.

Questo, con il passare del tempo, può causare un graduale indebolimento del cuore a cui spesso si associa un danno alle pareti arteriose provocando delle variazioni del flusso sanguigno.

Tutti questi fattori portano a un aumento del rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari (ictus, malattie cardiache e insufficienza cardiaca).

Anche altre parti del corpo, tra cui i reni, gli arti e gli occhi possono subire dei danni.

In molti casi, purtroppo, l’ipertensione si accompagna ad altre patologia che aumentano il rischio cardiovascolare del paziente, come diabete, ipercolesterolemia, coronaropatia e malattie renale cronica.

Per questo motivo si consiglia di controllare la pressione del sangue ogni anno. È molto facile misurarla sia a casa con apparecchi elettronici, che dal proprio medico di famiglia o in farmacia. 

Qualora la pressione dovesse risultare pari o superiore a 140/90 mmHm, probabilmente sarà necessario fare un monitoraggio più approfondito nell’arco delle 24 ore prima di confermare una diagnosi di ipertensione arteriosa.

Il medico di famiglia potrebbe anche richiedere una visita cardiologica al fine di monitorare, attraverso un’ecografia ed un elettrocardiogramma, la struttura del cuore ed il suo funzionamento.

Alla fine di tutti i controlli potrebbe essere necessario impostare una terapia antipertensiva al fine di tenere i valori di pressione nella norma.

Prodotti suggeriti per misurare e controllare la pressione:

Commenti (0)

Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza e per le finalità descritte nella Cookie Policy. Continuando a navigare o nascondendo questa informativa approvi l'uso di cookie statistici anonimizzati.