L’accumulo di grasso a livello addominale sia nel sottocute che a livello viscerale, come avviene negli uomini, porta ad una maggiore suscettibilità a complicanze di tipo metabolico. Di contro, nelle donne, l’accumulo di tessuto adiposo avviene a livello della parte inferiore del corpo, glutei e arti inferiori, ed è associata ad un effetto protettivo del rischio metabolico.
Nelle donne la produzione del tessuto adiposo è legata a quella degli ormoni estrogeni a livello dell’ovaio che sono sottoposti a variazioni considerevoli tanto fisiologiche quanto patologiche durante l’arco dell’intera vita dell’individuo.
Gli estrogeni hanno la capacità di rilassare le fibre muscolari della parete dei capillari con conseguente fuoriuscita di liquidi nello spazio interstiziale tra una cellula e l’altra e riduzione della circolazione di liquidi tra gli adipociti.
Il progesterone, altro ormone prodotto a livello ovarico a metà del ciclo mestruale, porta al riassorbimento del sodio e dell’acqua a livello renale con ritenzione di liquidi e aumento dell’edema.
Proprio a causa della correlazione con gli ormoni, la P.E.F.S. inizia a svilupparsi già in epoca adolescenziale quando comincia ad imperversare la tempesta ormonale.
Durante l’adolescenza si associano abitudini alimentari scorrette quali il ridotto consumo di frutta e verdura, l’assunzione di scarsi quantitativi di acqua a favore di bibite zuccherine, la ridotta attività fisica ed il consumo di alcolici e di fumo di sigaretta.
Anche l’outfit gioca un ruolo fondamentale. Pantaloni troppo stretti portano ad una compressione del tessuto adiposo e ad un peggioramento del microcircolo.
A volte disfunzioni della tiroide possono associarsi ad un peggioramento del quadro di P.E.F.S..
La cellulite non è da correlarsi esclusivamente all’aumento del peso, ma bensì ad una variazione del rapporto tra massa magra e massa grassa che è misurabile con un esame impedenzometrico. Il peso può essere dovuto, a volte, più alla struttura ossea e alla massa magra che alla massa grassa in sé.
L’aumento del tessuto adiposo con tendenza alla obesità, porta comunque in tutti i casi ad aumento del tasso di lipolisi con conseguente deposito di acidi grassi nel fegato, che si traduce in aumento della produzione epatica di glucosio, aumento dell’insulina, diabete e, alla fine l’instaurazione della Sindrome Metabolica che si associa anche ad ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e obesità.
E’ quindi importante seguire un corretto stile di vita con un’alimentazione bilanciata e valutare il proprio assetto ormonale con una visita endocrinologica se vi sono dei dubbi al riguardo.
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