INFLUENZA INTESTINALE: SINTOMI, TRASMISSIONE E CURE

La stagione fredda favorisce l’esposizione a diversi microorganismi poiché si trascorre più tempo al chiuso, 

in ambienti riscaldati e spesso con scarsa umidità ed espone a sbalzi di temperatura. Inoltre, il freddo facilita l’ingresso di agenti patogeni, perché inibisce la prima forma di difesa immunitaria dell’apparato respiratorio che è rappresentata dalla motilità delle ciglia che ricoprono la mucosa delle vie aeree che viene bloccata dalle basse temperature.  

Influenza intestinale: che cos’è

Tra le diverse patologie che colpiscono durante l’inverno vi è la gastroenterite, che è un'infiammazione della mucosa dello stomaco e del piccolo e grosso intestino e viene definita erroneamente “influenza intestinale”. Infatti, diversamente dall’influenza che colpisce l’apparato respiratorio e si manifesta con febbre, raffreddore, disturbi respiratori e dolori muscolari, la gastroenterite non è sostenuta da virus influenzali, ma le infezioni gastrointestinali presentano una stagionalità e si verificano, alle nostre latitudini, con picchi di incidenza stagionale, in particolare nel periodo invernale.

La gastroenterite può essere sostenuta da batteri, da parassiti o da forme virali. I virus che più frequentemente causano patologie in questo periodo sono: 

  • Norovirus: può infettare sia bambini che adulti ed è stato identificato come il principale responsabile di casi di gastroenterite sulle navi da crociera. Colpisce principalmente nei mesi invernali ed è molto contagioso: l'infezione si trasmette da persona a persona o attraverso il contatto con superfici contaminate. 
  • Rotavirus: si diffonde per via oro-fecale. È la causa più comune di gastroenterite virale nei neonati e nei bambini piccoli nei quali causa una diarrea intensa che può portare a disidratazione. Per questo patogeno è disponibile un vaccino che viene somministrato in 2 o 3 dosi nel primo anno di vita.
  • Adenovirus: colpisce in qualsiasi periodo dell’anno soprattutto i bambini piccoli.
  • Astrovirus: sono causa comune di diarrea nei neonati ed infettano anche gli anziani.

Influenza intestinale: come si trasmette

Il periodo d’incubazione varia a seconda del virus implicato ma in genere è tra 1-3 giorni (Norovirus, Rotavirus, Astrovirus; più lunga per Adenovirus). Dal momento che la gastroenterite virale è altamente contagiosa, la persona infetta può trasmettere il virus anche prima che i sintomi siano visibili, ed in genere dalla manifestazione dei sintomi fino a 48 ore dopo la loro scomparsa.

I virus si trasmettono per contatto stretto con una persona infetta, tramite contatto diretto o indiretto con le feci o il consumo d’acqua o cibo contaminati. Infatti, occorre un’accurata igiene delle mani dopo la defecazione e igienizzare le superfici entrate in contatto con il vomito o la diarrea con soluzioni disinfettanti, anche perché il virus può sopravvivere nelle feci fino a due settimane dopo la guarigione.

Influenza intestinale: sintomi

La tipologia e la gravità dei sintomi possono variare a seconda della capacità di difesa del sistema immunitario della persona infetta.

In genere i sintomi includono:

  • inappetenza e rifiuto del cibo
  • nausea e/o vomito
  • gonfiore
  • crampi addominali
  • diarrea con scariche di feci liquide tre o più volte nell’arco di 24 ore.

Si associano malessere generale, dolori muscolari, mal di testa e, in alcuni casi, febbre.

Possono essere presenti anche sintomi simil-influenzali come mal di gola, mal di testa, dolori diffusi.

I disturbi persistono mediamente per un periodo compreso tra 1 e 3 giorni possono variare da lievi a gravi e ciò dipende dalla reattività del sistema immunitario dell’ospite e dal virus responsabile del contagio. Più esposti a complicanze sono perciò i neonati, lattanti e anziani che, nei casi più gravi, possono presentare disidratazione a causa di perdite idroelettrolitiche notevoli, con conseguente necessità di cure ospedaliere. 

In genere la diagnosi di gastroenterite virale è clinica, cioè basata sui sintomi; è frequente che i casi si moltiplichino e con sintomi paragonabili tra loro, ad esempio all’interno della famiglia o di asili o classi scolastiche e ciò ne facilitata la diagnosi. Nei casi più gravi in cui la sintomatologia persista oltre i dieci giorni, è sempre utile contattare il proprio medico in quanto potrebbero essere necessari ulteriori test, ad esempio un esame delle feci per escludere infezioni batteriche o parassitarie.

Influenza intestinale in gravidanza

In gravidanza le sindromi gastroenteriche vanno distinte dalla nausea e vomito soprattutto nelle prime fasi della gravidanza (iperemesi gravidica) e vanno seguite le indicazioni generali ponendo attenzione all’eventuale disidratazione; è sempre meglio consultare il medico per l’assunzione di medicinali o qualora i sintomi dovessero perdurare per oltre una settimana.

Influenza intestinale cura: cosa prendere?

Nella maggior parte dei casi, la gastroenterite tende ad autolimitarsi e regredire spontaneamente per cui è necessaria una terapia di supporto, che comprende riposo a letto, reidratazione con acqua, ma anche brodi, tisane, bevande leggere e non fredde.

I succhi di frutta e di agrumi, il latte, le bevande gassate sono sconsigliabili in caso di vomito perché alimenti tendenzialmente acidi possono irritare la muscosa gastrica e provocare nuovamente il vomito.

È importante bere spesso e a sorsi piccoli e frequenti anche in caso di vomito per compensare la perdita di liquidi e sali minerali e per prevenire un’eventuale disidratazione, complicanza temibile nei bambini e anziani e che si manifesta con mucose asciutte, riduzione della diuresi e urine di colore giallo molto carico, sonnolenza fino a stato confusionale: in questi casi è necessario allertare il medico.

I cibi solidi possono essere reintrodotti gradualmente e solo quando i liquidi introdotti non provocano alcun fastidio; tuttavia, sarebbe utile evitare per qualche settimana cibi che possono irritare o essere difficili da digerire come caffeina, grassi e oli, cibi piccanti, latte o formaggi. In generale, non esiste una terapia farmacologica specifica per la gastroenterite virale; gli antibiotici non sono indicati perché non sono efficaci contro i virus. Sono utili, invece, probiotici e fermenti lattici che aiutano a ripristinare la flora intestinale. 

FAQ

Influenza intestinale quanto dura?

I disturbi persistono mediamente per un periodo compreso tra 1 e 3 giorni. La persona infetta può trasmettere il virus anche prima che i sintomi siano visibili, ed in genere dalla manifestazione dei sintomi fino a 48 ore dopo la loro scomparsa.

L'influenza intestinale è contagiosa?

La gastroenterite virale è altamente contagiosa. I virus si trasmettono per contatto stretto con una persona infetta, tramite contatto diretto o indiretto con le feci o il consumo d’acqua o cibo contaminati. Il virus può sopravvivere nelle feci fino a due settimane dopo la guarigione.

Influenza intestinale: per quanto si è contagiosi?

La persona infetta può trasmettere il virus anche prima che i sintomi siano visibili, ed in genere dalla manifestazione dei sintomi fino a 48 ore dopo la loro scomparsa.
Il virus può sopravvivere nelle feci fino a due settimane dopo la guarigione.

Influenza intestinale: cosa mangiare a colazione?

Evitare cibi altamente irritanti come il caffè ed in generale i latticini. Preferire tisane o camomille con biscotti secchi

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