Dott.ssa Nella Santoro
Reumatologa-Foggia 

Cos’è l’osteoporosi

L’Osteoporosi (OP) è una patologia molto diffusa che può colpire entrambi i sessi, con una predilezione per quello femminile, soprattutto nel periodo post-menopausale.

Per definizione, l’OP (Osteoporosi) è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dalle alterazioni della microarchitettura del tessuto osseo, con conseguente incremento del rischio di fratture.

In altre parole, l’osso osteoporotico è “fragile” e può fratturarsi anche in assenza di traumi o di cadute. 

Osteoporosi: i sintomi

L’OP è generalmente asintomatica, ossia non causa dolori. La comparsa di dolore è difatti associata alla comparsa di una frattura, che in molti casi è il primo sintomo della malattia. Le fratture osteoporotiche interessano principalmente il polso, il femore e la colonna vertebrale nei tratti dorsale e lombare.

Segni indiretti di OP sono inoltre la progressiva riduzione dell’altezza, l’ipercifosi dorsale (dorso curvo) e l’iperlordosi lombare. 

Osteoporosi: i fattori di rischio

L’OP si distingue in forme primitive e in forme secondarie. Le forme primitive comprendono l’OP post-menopausale e l’OP senile; le forme secondarie si accompagnano a svariate condizioni quali le malattie reumatiche, ematologiche, tiroidee, oncologiche, intestinali, renali o all’uso di farmaci, alcol e fumo. 

Sulla base di questa classificazione è possibile anche distinguere fattori di rischio modificabili e non modificabili. I primi sono l’età avanzata, il sesso femminile, la familiarità, il menarca tardivo e la menopausa precoce; i secondi sono la dieta, le carenze alimentari (soprattutto deficit di calcio e di vitamina D), l’inattività fisica, l’abuso di alcol e di caffè, il tabagismo e le sopracitate malattie croniche 

Osteoporosi: diagnosi e trattamento

La diagnosi di OP comprende la visita medica, per individuare i fattori di rischio, gli esami di laboratorio, per valutare il metabolismo fosfo-calcico ed eventuali deficit dietetici e gli esami strumentali, tra cui fondamentale è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) con metodica DEXA (Densitometria ossea a raggi x a doppia energia).

La MOC-DEXA è consigliata alle donne e agli uomini di età superiore ai 65 anni e può essere eseguita prima di questa età in presenza di fattori di rischio predisponenti.

Una volta diagnosticata, l’OP può essere trattata con farmaci, integratori alimentari e chirurgia delle fratture. La terapia farmacologica dell’OP dura diversi anni e richiede controlli medici periodici per valutarne l’efficacia clinica e gli eventuali effetti collaterali. 

È opportuno affiancare alle terapie farmacologiche un corretto stile di vita, cioè praticare una moderata attività fisica, mantenere un peso corporeo ideale, assumere alimenti contenenti calcio e vitamina D (latte e derivati, verdura, pesce azzurro) e limitare il consumo di alcol, fumo, caffè e farmaci osteopenizzanti. 

Osteoporosi e sole

Secondo la SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro), per avere una corretta sintesi di Vitamina D, è consigliabile esporre viso ed arti ai raggi solari per almeno 20 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana; sicuramente il sole e la bella stagione sono degli ottimi alleati per prevenire la carenza di vitamina D e quindi l’osteoporosi.

La diagnosi precoce e la cura dell’OP sono pertanto fondamentali per preservare il “patrimonio osseo” e per scongiurare l’instaurarsi delle fratture da fragilità, che ancora oggi sono troppo spesso causa di inabilità e morte soprattutto negli anziani.

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