I PIDOCCHI: PREVENZIONE E CURE

A cura del Dr De Michele Alberto, dermatologo

Chiunque abbia un bambino, che sia un figlio, fratello, sorella, cugina in età scolare, sa benissimo che a breve potrebbe dover avere a che fare con uno sgradito ospite: I PIDOCCHI.

Cosa sono i pidocchi?

I pidocchi sono ectoparassiti ematofagi obbligati, cioè parassiti estremamente voraci che stazionano sulla superficie esterna della nostra pelle, nutrendosi del nostro sangue.

Quali sono le tipologie di pidocchio?

A seconda del luogo scelto per stazionare distinguiamo:

  • Pediculus humanus capitis: il pidocchio più frequente, perché staziona sul cuoio capelluto
  • Pediculus humanus pubis: staziona nella regione pubica 
  • Pediculus humanus corporis: si apposta sui peli del tronco

Foto dei pidocchi

Pediculus humanus capiti   Foto del Pediculus humanus capiti

Pediculus humanus pubis  Foto del Pediculus humanus pubis

Pediculus humanus corporis  Foto del Pediculus humanus corporis

 

Sono visibili ad occhio nudo, ovipari e si riproducono sessualmente; l’infestazione si limita all’esterno del corpo, superficialmente alla cute e sono termolabili con vita breve (circa 60 giorni).

Non sono provvisti di ali e non effettuano salti come le pulci, ma sono in grado di ancorarsi saldamente alle formazioni pilifere tramite zampe provviste di uncini.

Iniettano la loro saliva, che possiede proprietà anestetiche e anticoagulanti e successivamente determinano prurito e talora reazioni allergiche.

L’infestazione è osservabile a prescindere della classe socio-economica e, soprattutto nei bambini, può portare a stress psicologico e a perdita di giorni di scuola.

I primi casi sono rilevabili fin dalla preistoria con fossili di uova di pidocchio con datazione a circa 10000 anni fa.

L’esatto numero dei casi è sconosciuto perché non sempre fa piacere essere additati come chi ha questi fastidiosi inquilini.

Non si ha una prevalenza in un gruppo etnico in particolare anche se, in Nord America, l’incidenza pare sia più bassa negli afroamericani, forse per l’uso di gelatina e per l’anatomia del capello.

Nei gruppi etnici caucasici (il nostro), la sezione tonda del capello, facilita l’adesione degli uncini in modo più efficace.

Le ragazze sono più esposte alla possibilità di infestazione e ciò, non tanto per la lunghezza dei capelli (i pidocchi sono ematofagi e non cheratofagi come l’acaro della scabbia), ma quanto per l’abitudine a stare più a contatto tra loro, scambiandosi effetti personali quali spazzole, frontini, fasce, indumenti etc.

L’infestazione da Pediculus  Pubis è più frequente in una età compresa tra i 14-40 ed è legata all’attività sessuale. 

Quali sono i sintomi e come capisco se ho i pidocchi?

Il sintomo principale è il prurito al capo, che è espressione di una reazione immune e, quindi, è variabile da soggetto a soggetto; è ritardato rispetto al momento dell’infestazione; può persistere per breve tempo dopo il trattamento, senza assumere il significato di un fallimento terapeutico. 

L’infestazione registra la più elevata incidenza a fine estate-inizio autunno ed è più frequente nei bambini (dai 3 agli 11 anni, soprattutto di sesso femminile) rispetto agli adulti; nelle aree urbane rispetto a quelle rurali. 

Si stima che il 10% dei bambini in età scolare possa essere infestato da pidocchi

La diagnosi dei pidocchi è effettuata valutando la presenza di pidocchi vivi. 

I pidocchi sono identificati pettinando i capelli bagnati e di solito si osservano sulla nuca o dietro le orecchie. Le lendini appaiono ovoidali, bianco-grigiastre adese alla base dei follicoli piliferi e appaiono con una spetto fluorescente alla lampada di Wood.

Il pidocchio, dopo aver succhiato il sangue, deposita le uova (lendini), ancorandole sui peli dove si schiudono in una settimana.

Ciascun pidocchio adulto femmina deposita 3-5 uova al giorno. Sul cuoio capelluto tendono a colonizzare soprattutto la periferia. 

Sul cuoio capelluto si possono vedere delle lesioni a chiazze di colorito bluastro, denominate macule cerulee, conseguenti all’azione del secreto salivare del parassita sul sangue dell’ospite

Come si prendono i pidocchi? Ecco come avviene il contagio

Il contagio avviene, quasi esclusivamente, per trasmissione diretta da un individuo infestato, oppure indirettamente per contatto con pettini, spazzole, cappelli o altri indumenti o con la biancheria del letto. 

Come eliminare i pidocchi?

Il trattamento primario della pediculosi si basa su principi attivi ad azione pediculicida e ovicida per uso topico: gel e schiume, sono da preferire agli shampoo, che sono meno attivi; questi prodotti per i pidocchi sono da associare a pettini a denti stretti per la rimozione meccanica delle uova (e dei parassiti morti). Infine, è’ consigliabile effettuare un ritrattamento anche una settimana dopo l’eliminazione. I pidocchi NON vanno via da soli!

È possibile l’uso concomitante di antistaminici e antibiotici per il controllo del prurito e delle sovrainfezioni da grattamento.

La rasatura, comoda, economica, efficace, assicura la risoluzione dell’infezione, ma questa, se facilmente praticabile nell’uomo, risulta antipatica nella donna.

 

Pidocchi vivi dopo il trattamento: è possibile?

Si può avere una resistenza alla terapia e questo può esser dovuto a:

  • un uso non corretto dei prodotti 
  • alla mancata adesione alle istruzioni d’uso, 
  • alla scarsa informazione da parte dei sanitari, 
  • all’errata diagnosi, 
  • all’insufficiente attività ovocida del prodotto,
  • al mancato ritrattamento o scarsa quantità di prodotto usata, 
  • a reinfestazione, 
  • alla mancata rimozione delle uova, 
  • all’acquisizione di resistenza a insetticida 
  • al prurito psicogeno.

Ci sono dei rimedi naturali per eliminare i pidocchi?

Come abbiamo visto i pidocchi sono apparsi moltissimi anni fa; pertanto, come si faceva prima a debellarli senza l’aiuto della chimica?

Ecco alcuni rimedi naturali, che non garantiranno mai la stessa efficacia e rapidità dei prodotti disponibili in commercio:

  • Aceto di mele: l’acido acetico ha un’ azione pesticida, pertanto distribuito uniformemente sul cuoio capelluto, aiuterà ad uccidere i pidocchi e le loro uova.
  • Maionese, olio d’oliva: essendo sostanze altamente grasse, tenderanno a soffocare i pidocchi
  • Infuso di eucalipto
  • Essenza di lavanda
  • Infuso di rosmarino

In conclusione alla fine, con tanta pazienza e perseveranza, si riuscirà a debellare questa fastidiosa infestazione!

FAQ: Le risposte alle domande più frequenti sui pidocchi:

Quanto vive un pidocchio sul cuscino?

Abbiamo detto che i pidocchi sono dei parassiti, pertanto per sopravvivere hanno bisogno di un organismo vivente, che li ospiti; pertanto, sul cuscino non riusciranno a sopravvivere per più di 24 al massimo 48 ore!

 

Si possono prevenire i pidocchi?

No. La natura della diffusione dei pidocchi è per contagio diretto quindi si possono prevenire solo evitando di scambiarsi pettini, spazzole, cappelli, sciarpe ed indumenti in genere.

 

I pidocchi nascono dalla sporcizia?

I pidocchi si riproducono attraverso la deposizione di uova, pertanto non è la sporcizia che favorisce il loro sviluppo.

 

Il balsamo soffoca i pidocchi?

Il balsamo, grazie al fatto che rende più scivolosi i capelli, può rendere più facile l’eliminazione meccanica del pidocchio con il pettine. Di per sé, non è in grado di eliminare i pidocchi.

 

La tinta uccide i pidocchi?

Le tinture contenti ammoniaca sono tossiche per i pidocchi, ma non è dimostrato che siano in grado di uccidere e debellare i parassiti dalla nostra testa.

 

La piastra uccide i pidocchi?

I pidocchi sono termolabili, cioè vivono bene ad una temperatura di 30 gradi, pertanto il calore della piastra sarebbe in grado di ucciderli. Peccato, però, che con la piastra noi non arriviamo alla radice del capello, altrimenti ci bruceremo, e quello è proprio il posto preferito del pidocchio!

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