Antistaminici: ne esistono che non danno sonnolenza?

A cura della Redazione di Granfarma

Antistaminici di ultima generazione che non danno sonnolenza: esistono?

Abbiamo già visto nella pillola precedente (LINK) cosa sono gli antistaminici e a cosa servono. Qui vediamo di approfondire le differenze trai i vari antistaminici presenti sul mercato.

Cos'è un antistaminico e come funziona?

Facciamo un breve ripasso di come funziona un antistaminico. Come dice la parola stessa, l’antistaminico è una qualsiasi sostanza capace di indurre un effetto opposto all’istamina. Quest’ultima è una sostanza fisiologicamente prodotta dal nostro organismo in risposta ad un’azione esterna (come l’entrare in contatto con un allergene); una volta rilasciata nel sangue, l’istamina produce diversi effetti, a seconda del punto dove va ad agire o meglio del recettore a cui si lega.

Nel nostro organismo esistono due tipi di recettori per l’istamina H1 e H2, il legame con uno o con l’altro determinerà i diversi effetti dell’istamina, vale a dire:

  1. Risposta immunitaria: L'istamina viene rilasciata dal corpo durante una reazione allergica. Aiuta il tuo sistema immunitario a rispondere alle sostanze estranee dilatando i vasi sanguigni e aumentando il flusso sanguigno nella zona interessata, attraverso il legame con gli H1 e H2presenti sui vasi sanguigni. Questo può causare i sintomi tipici di una reazione allergica, come arrossamento, gonfiore e prurito.
  2. Regolazione della funzione gastrica: L'istamina stimola, attraverso il legame con gli H2 presenti sulla parete gastrica, la secrezione di acido nello stomaco, aiutando a digerire il cibo.
  3. Funzione del sistema nervoso: L'istamina è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica (la barriera che protegge il nostro cervello). All’interno del cervello, agisce come un neurotrasmettitore ed è coinvolta nella regolazione del sonno e del ritmo veglia-sonno.
  4. Regolazione della pressione sanguigna: L'istamina aiuta a regolare la pressione sanguigna dilatando i vasi sanguigni.

Quando il corpo rilascia troppa istamina in risposta a un allergene, può causare i sintomi di una reazione allergica, come congestione nasale, starnuti, prurito agli occhi, eruzione cutanea e, in casi gravi, shock anafilattico. Gli antistaminici funzionano bloccando l'azione dell'istamina, alleviando così i sintomi di una reazione allergica.

Antistaminici di prima e seconda generazione: le differenze

Gli antistaminici sono classificati in due categorie principali: 

  • antistaminici di prima generazione 
  • antistaminici di seconda generazione

Queste due classi differiscono per struttura chimica, effetti collaterali e meccanismo d'azione.

Gli antistaminici di prima generazione, come difenidramina (Benadryl), clorfeniramina (Chlor-Trimeton) e prometazina (Phenergan), sono stati tra i primi farmaci utilizzati per trattare le allergie. Essi funzionano bloccando i recettori H1 dell'istamina nel corpo, riducendo così i sintomi allergici.

Tuttavia, queste sostanze possono attraversare la barriera emato-encefalica, il che significa che possono avere un effetto sul sistema nervoso centrale. Questo può causare effetti collaterali come sonnolenza, secchezza delle fauci, visione offuscata e ritenzione urinaria.

Gli antistaminici di seconda generazione, come cetirizina (Zyrtec), loratadina (Claritin) e fexofenadina (Allegra), sono stati sviluppati per minimizzare gli effetti collaterali degli antistaminici di prima generazione.

Anche se bloccano l'azione dell'istamina come i loro predecessori, non attraversano facilmente la barriera emato-encefalica. Ciò significa che causano meno sonnolenza e altri effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale.

Inoltre, gli antistaminici di seconda generazione durano più a lungo in circolo, il che significa che spesso è necessario prenderli solo una volta al giorno, mentre molti antistaminici di prima generazione devono essere assunti più volte al giorno.

Entrambi i tipi di antistaminici sono efficaci nel trattare i sintomi delle allergie, ma la scelta del farmaco più adatto dipende dalla specifica situazione del paziente, compresi i sintomi, le condizioni mediche esistenti, e la tollerabilità degli effetti collaterali.

Gli antistaminici di seconda generazione e il problema della sonnolenza

Vale la pena approfondire il discorso della sonnolenza indotta dagli antistaminici, perché è l’effetto collaterale principale che ne limita l’uso.

Abbiamo visto che l’istamina è in grado di entrare nel nostro cervello ed intervenire nella regolazione del ritmo sonno-veglia. Nel nostro organismo, il cervello è protetto dall’aggressione di varie sostanze esterne   da una barriera, chiamata barriera emato-encefalica, strutturalmente organizzata in modo da farsi attraversare solo da sostanze con particolare proprietà chimico-fisiche, per esempio più sono lipofile, cioè sono solubili nei grassi, più sono in grado di attraversare la barriera.

Gli antistaminici sono noti per causare sonnolenza, specialmente quelli di prima generazione, perché la loro struttura chimica li rende in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e influenzare il sistema nervoso centrale, che regola la sonnolenza e la veglia. Farmaci come la difenidramina (Benadryl) sono noti per causare sonnolenza significativa e vengono addirittura utilizzati come aiuti per il sonno.

Gli antistaminici di seconda generazione sono stati sviluppati per minimizzare la sonnolenza e altri effetti collaterali a livello del sistema nervoso centrale. Questi farmaci attraversano meno la barriera emato-encefalica, il che significa che è meno probabile che causino sonnolenza.

Tuttavia, la risposta a questi farmaci può variare da individuo a individuo. Alcune persone possono ancora sperimentare una certa sonnolenza con gli antistaminici di seconda generazione, anche se è in genere meno intensa rispetto a quella causata dagli antistaminici di prima generazione.

La cetirizina, ad esempio, potrebbe causare una leggera sonnolenza in alcune persone, mentre la loratadina e la fexofenadina sono generalmente considerate non sedative.

Antistaminici di terza generazione: innovazione e minimizzazione della sonnolenza

Gli antistaminici di terza generazione sono farmaci sviluppati più recentemente che mirano a fornire un sollievo efficace dai sintomi allergici con ancora meno effetti collaterali rispetto ai farmaci di seconda generazione.

Questi farmaci sono derivati dai loro predecessori di seconda generazione attraverso un processo chiamato metabolismo selettivo, che aiuta a ridurre ulteriormente gli effetti collaterali indesiderati. In pratica si è notato che alcuni antistaminici di seconda generazione, nel nostro organismo subiscono delle trasformazioni chimiche, che producono dei prodotti ancora attivi dal punto di vista farmacologico (detti metaboliti attivi), ma con minori effetti collaterali. Da tali composti sono stati sintetizzati in laboratorio gli antistaminici di terza generazione.

Esempi di antistaminici di terza generazione includono:

  • desloratadina (Clarinex),
  • levocetirizina (Xyzal)
  • fexofenadina (Telfast)

Questi farmaci sono noti per la loro alta selettività per i recettori dell'istamina, il che significa che sono molto efficaci nel bloccare l'azione dell’ istamina nella reazione allergica, senza influenzarne gli altri effetti sul corpo.

Una delle principali innovazioni degli antistaminici di terza generazione è la loro minima incidenza di sonnolenza; questo perché sono ancora meno propensi ad attraversare la barriera emato-encefalica e quindi hanno un minore impatto sul sistema nervoso centrale.

Anche gli antistaminici di terza generazione includono una durata d'azione più lunga (spesso devono essere prese solo una volta al giorno) e un minore rischio di interazione con altri farmaci, il che le rende una scelta sicura per le persone che prendono altri farmaci.

Antistaminici non sedativi: una realtà o un mito?

Gli antistaminici non sedativi, che non causano sonnolenza, non sono un mito, ma piuttosto un obiettivo dell'innovazione farmaceutica

Gli antistaminici di seconda e terza generazione, come la fexofenadina (Allegra), la loratadina (Claritin), la desloratadina (Clarinex) e la levocetirizina (Xyzal), sono stati sviluppati con l'obiettivo di minimizzare la sonnolenza, uno degli effetti collaterali più comuni degli antistaminici di prima generazione.

Questi antistaminici di seconda e terza generazione sono molto meno propensi a causare sonnolenza perché sono molto meno solubili nel grasso e quindi meno propensi a attraversare la barriera emato-encefalica, che è la barriera che separa il sangue dal cervello. Questa ridotta solubilità nel grasso limita l'accesso al sistema nervoso centrale, riducendo quindi l'effetto sedativo.

Tuttavia, è importante notare che la sonnolenza indotta dagli antistaminici può variare molto da individuo a individuo. Questo può essere influenzato da vari fattori, tra cui:

  • Metabolismo individuale: Ogni persona metabolizza i farmaci in modo leggermente diverso, e questo può influenzare la reazione del corpo agli antistaminici.
  • Interazioni farmacologiche: Altri farmaci che stai assumendo potrebbero interagire con gli antistaminici e aumentare la loro sedazione.
  • Dosaggio: Dosaggi più elevati di antistaminici possono aumentare la probabilità di sedazione.
  • Sensibilità individuale: Alcune persone sono semplicemente più sensibili agli effetti sedativi degli antistaminici.
  • Stile di vita e abitudini alimentari: Alcuni alimenti e bevande, come l'alcool, possono aumentare la sedazione indotta dagli antistaminici.

Come scegliere il miglior antistaminico

Scegliere l'antistaminico giusto può essere un po' complesso dato che esistono diversi tipi disponibili e la scelta dipende da una serie di fattori.

Ecco alcuni aspetti da considerare quando scegli un antistaminico:

  1. Tipologia dei sintomi: Alcuni antistaminici sono più efficaci per specifici sintomi allergici. Per esempio, se soffri di congiuntivite allergica, potresti trovare più utili le gocce oculari antistaminiche. Se i tuoi sintomi includono prurito cutaneo, un antistaminico topico potrebbe essere la scelta migliore.
  2. Durata dei sintomi: Se i tuoi sintomi sono continui, un antistaminico a lunga durata d'azione può essere più adatto. Se i tuoi sintomi sono sporadici, potrebbe essere sufficiente un antistaminico a breve durata d'azione.
  3. Effetti collaterali: Alcuni antistaminici possono causare sonnolenza. Se devi guidare o svolgere attività che richiedono concentrazione, considera un antistaminico di seconda o terza generazione che è meno probabile che causi sonnolenza.
  4. Condizioni mediche esistenti: Se hai altre condizioni mediche, come glaucoma, problemi alla prostata o malattie cardiache, alcuni antistaminici potrebbero non essere adatti. Parla con il tuo medico o farmacista per scegliere l'antistaminico più sicuro.
  5. Interazione con altri farmaci: Alcuni antistaminici possono interagire con altri farmaci che stai assumendo, quindi è importante discutere con il tuo medico o farmacista le potenziali interazioni farmacologiche.
  6. Gravidanza o allattamento: Se sei in gravidanza o stai allattando, alcuni antistaminici potrebbero non essere sicuri. Consulta il tuo medico prima di iniziare a prendere un antistaminico.

Per un uso sicuro degli antistaminici, segui sempre le istruzioni sull'etichetta del prodotto e non superare la dose raccomandata a meno che non sia consigliato diversamente dal tuo medico. Se i sintomi persistono nonostante l'uso dell'antistaminico, o se si verificano effetti collaterali significativi, dovresti consultare il tuo medico. 

Antistaminici e sonnolenza, un compromesso necessario?

Concludendo, gli antistaminici hanno svolto un ruolo fondamentale nel trattamento dei sintomi allergici per decenni. Nonostante ciò, il compromesso tra il sollievo dai sintomi e l'induzione di sonnolenza, specialmente con gli antistaminici di prima generazione, è stato a lungo un punto di preoccupazione per i medici e i pazienti.

Tuttavia, con l'avvento degli antistaminici di seconda e terza generazione, il compromesso tra efficacia e sonnolenza si sta gradualmente sfumando. Questi farmaci più recenti sono progettati per minimizzare la sonnolenza mantenendo nel contempo un'elevata efficacia nel bloccare l'istamina. Per molti pazienti, questi farmaci offrono un sollievo significativo dai sintomi allergici con pochi o nessun effetto collaterale indesiderato.

Nonostante questi progressi, la ricerca nell'ambito degli antistaminici continua. I ricercatori stanno studiando nuovi farmaci e terapie per il trattamento delle allergie, con l'obiettivo di trovare soluzioni ancora più efficaci e sicure. Tra le aree di interesse ci sono farmaci che possono bloccare l'istamina o altre sostanze chimiche coinvolte nella risposta allergica a un livello più profondo, o terapie che possono aiutare a desensibilizzare il sistema immunitario agli allergeni.

Nel frattempo, è fondamentale che i pazienti consultino un medico o un farmacista per scegliere l'antistaminico più adatto a loro. Anche se molti antistaminici sono disponibili senza ricetta, ciò non significa che siano tutti uguali o che siano adatti a tutti. Una consultazione medica può aiutare a garantire che questa scelta sia fatta nel modo più sicuro ed efficace possibile.

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