- Le pillole di Granfarma
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Occhi arrossati, starnuti a raffica, naso gocciolante: con l’arrivo delle belle giornate torna l’incubo allergia. Prepariamoci ad affrontarla.
Allergie e primavera: per molte persone un binomio inscindibile.
Occhi arrossati, starnuti a raffica, naso gocciolante: con l’arrivo delle belle giornate torna l’incubo allergia.
Con l’arrivo della bella stagione, infatti, inizia la fioritura delle piante che rilasciano pollini nell’ambiente, tra i principali allergeni conosciuti. Queste sostanze, a contatto con le mucose di naso, occhi e gola, nei soggetti ipersensibili possono scatenare una serie di sintomi che spaziano dagli starnuti alle difficoltà respiratorie. Ecco cosa c’è da sapere sulle allergie primaverili.
Negli ultimi decenni, in Italia, come in molti altri paesi industrializzati, è stato osservato un incremento della frequenza di casi di pollinosi. In particolare sono aumentate quelle forme di allergia dovute ai cosiddetti “pollini minori”, in passato raramente causa di allergie rispetto a quelle di graminacee e parietaria. I pollini emergenti sono in particolare quelli del CIPRESSO, del NOCCIOLO, della BETULLA e dell’OLIVO.
Questi aumenti sono da attribuire ad alcune cause come i cambiamenti del clima, che avrebbe determinato per alcune piante un periodo di maggior produzione di polline, l’aumento dell’inquinamento atmosferico e l’introduzione nella costruzione del verde urbano e dei giardini privati di nuove piante a scopo ornamentale.
Il significato della parola allergia è "reazione alterata”: una risposta inappropriata dei meccanismi di difesa dell'organismo a sostanze generalmente inoffensive, normalmente presenti nell'ambiente, gli allergeni. Nel caso dell’allergia primaverile, gli allergeni responsabili sono tipicamente i pollini, rilasciati da diversi tipi di piante che fioriscono in primavera. Le allergie ai pollini primaverili comprendono l’allergia alle graminacee, alle betullacee e simili.
Le allergie di primavera sono legate all'esposizione ai pollini delle piante che fioriscono nella bella stagione, per questo prendono il nome di pollinosi. Le particelle espulse dalle piante si librano nell'aria e, sospinte dal vento, possono entrare in contatto con le mucose di occhi, naso e gola; nei soggetti ipersensibili esse si irritano e gonfiano a causa di una risposta eccessiva del sistema immunitario, che interpreta queste sostanze come nemiche dell'organismo (allergeni) rilasciando istamina.
Gli anticorpi maggiormente coinvolti nell’eccessiva reazione immunitaria sono le Immunoglobuline E (IgE) che, legandosi a specifici globuli bianchi presenti nel circolo sanguigno, inducono una serie di reazioni a cascata che coinvolgono anche cellule responsabili dello stato infiammatorio. Istamina, prostaglandine e leucotrieni infiammano le mucose di naso e gola provocando bruciore e fastidio.
I sintomi più comuni
L'esordio, l'intensità e la durata dei sintomi delle allergie ai pollini dipendono principalmente dalle variazioni delle concentrazioni polliniche presenti nell'atmosfera. Le manifestazioni a carico degli occhi si associano di regola ai sintomi nasali, anche se talora possono presentarsi singolarmente. I sintomi possono scomparire rapidamente in modo brusco e repentino, proprio come si sono presentati, ma talvolta persistono per tutto il tempo in cui si è esposti agli allergeni.
Sintomi che compaiono a carico degli occhi (congiuntivite allergica):
- Lacrimazione profusa (a volte irritante);
- Prurito alle congiuntive, che appaiono arrossate e edematose;
- Fotofobia (fastidio alla luce).
A livello nasale, la pollinosi si manifesta con:
- Starnuti ripetuti;
- Prurito in corrispondenza del naso o del palato;
- Secrezione abbondante e di colore chiaro;
- Congestione, con sensazione di naso chiuso;
- Riduzione dell'olfatto.
Sintomi respiratori associati alla progressiva evoluzione della rinite allergica in asma comprendono:
- Difficoltà respiratoria, associata ad un senso di costrizione toracica;
- Tosse secca e stizzosa;
- Sibili intratoracici;
- Crisi di tipo asmatico.
Altri sintomi che possono insorgere in associazione alla comparsa dell'allergia ai pollini sono:
- Cefalea frontale (frequente);
- Senso di malessere generale;
- Sensazione di stanchezza e difficoltà di concentrazione;
- Manifestazioni cutanee (orticaria o dermatite) o a carico di altri organi interni (raramente).
Ma quanto dura l'allergia primaverile?
La reazione allergica perdura finché non cessa l’esposizione all’allergene scatenante, quindi, nel caso della reazione ai pollini, può durare anche diverse settimane. Si parla di allergia intermittente se i sintomi si verificano per meno di 4 giorni in una settimana o per meno di quattro settimane in un anno, mentre è persistente se i sintomi compaiono per più di 4 giorni in una settimana o per più di un mese in un anno. Se l’allergia stagionale e i suoi sintomi, nonostante una terapia sintomatica, non accennano a migliorare nell’arco di un paio di settimane, è bene rivolgersi al medico.
Come riconoscere l'allergia primaverile?
Per formulare una diagnosi di allergia stagionale il primo passo è la visita medica che comprende un’anamnesi scrupolosa, cioè una serie di domande per valutare come e quando compaiono i sintomi e la presenza di una eventuale familiarità alle allergie. La valutazione dei sintomi e della loro stagionalità può già fornire un primo orientamento diagnostico.
Per confermare la diagnosi e, in particolare, per individuare l’allergene responsabile della reazione allergica, occorre sottoporsi a test specifici.
Il test di primo livello viene fatto sulla pelle (prick test): l’allergologo dispone una goccia di ciascun allergene (si scelgono quelli più frequenti nell’area geografica in cui si vive) sulla pelle dell’avambraccio e la punge delicatamente. Nell’arco di circa 15-20 minuti si ha una risposta: nel caso di reazione allergica a uno o più allergeni compare nella zona corrispondente un pomfo pruriginoso.
Se serve un accertamento più approfondito, si può ricorrere a un prelievo di sangue per la ricerca degli anticorpi IgE specifici, cioè quelli prodotti dalle cellule del sistema immunitario contro gli allergeni che si sospettano responsabili.
A un livello ancora superiore, in casi specifici (per esempio se la persona risulta allergica a più allergeni), l’allergologo può prescrivere altri esami del sangue ancora più raffinati, che possono individuare le IgE dirette non solo verso un allergene, ma addirittura verso le singole componenti molecolari di un singolo allergene.
Terapia farmacologica per le allergie primaverili
Per il trattamento dei sintomi di un’allergia ai pollini si può ricorrere a diversi farmaci. Tra i principali gruppi di principi attivi figurano gli antistaminici, i corticosteroidi (preparati cortisonici), gli antagonisti dei leucotrieni e gli stabilizzatori dei mastociti.
Gli antistaminici bloccano la reazione allergica occupando i recettori dell’istamina e impedendo a quest’ultima di avere effetto. I corticosteroidi sono ormoni endogeni e, assunti come farmaco, inibiscono la produzione nelle cellule di mediatori dell’infiammazione. Gli antagonisti dei leucotrieni annullano l’effetto di determinati mediatori dell’infiammazione (leucotrieni, appunto). Gli stabilizzatori dei mastociti evitano che questi ultimi rilascino mediatori dell’infiammazione.
Per combattere efficacemente i disturbi di una pollinosi, è importante concordare nel dettaglio la terapia con il medico curante.
I farmaci possono essere dei tipi seguenti:
- Collirio
- Spray nasale antistaminico
- Compresse
- Gocce
Rimedi naturali per le allergie primaverili
I migliori rimedi naturali in grado di supportare il trattamento sintomatico dell’allergia ai pollini sono gli integratori alimentari ed alcuni fitocomplessi.
In particolare si consiglia la rosa canina che è antinfiammatoria ed antiossidante, ed aiuta a ridurre le mucose nelle vie respiratorie, oltre che a rafforzare il sistema immunitario, grazie alla presenza di Vitamina C.
Molto utile è anche il ribes nero, soprattutto in caso di congiuntivite e bronchite allergica. Esso infatti svolge un’attività simile a quella cortisonica e stimola la secrezione di sostanze ad azione antinfiammatoria. Per risultati migliori e più rapidi si consiglia di assumerlo insieme alla rosa canina.
Infine, anche la pianta della perilla è indicata tra i principali rimedi naturali alle pollinosi in quanto ha proprietà immunomodulatorie, antibatteriche, antinfiammatorie e sedative. È quindi in grado di alleviare i sintomi della rinite allergica e di prevenire che la tosse degeneri e si trasformi in asma bronchiale.
Consigli utili
- Consultare i calendari della fioritura: è necessario assumere i farmaci per l’allergia prima della comparsa dei sintomi. Il calendario dei pollini indica i periodi di pollinazione delle varie specie di piante: conoscerlo può essere molto utile per chi è allergico, in modo da limitare il più possibile l’esposizione agli allergeni e attuare, quindi, una minima forma di prevenzione.
- Durante il periodo di pollinazione evitare le attività sportive in prossimità di aree verdi.
- Ricordare che le concentrazioni di pollini sono maggiori nelle giornate secche ventose e soleggiate.
- Tra le 10.00 e le 16.00, periodo di maggior concentrazione di pollini, tenere chiuse le finestre e i finestrini dell’auto.
- All’aperto indossare occhiali scuri: la luce del sole aumenta il fastidio associato ai sintomi oculari.
- Evitare di uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggior profondità.
- Evitare di fumare: il fumo irrita ulteriormente le mucose di naso e occhi.
- Cambiarsi i vestiti e farsi una doccia quando si rientra a casa: si eliminano così i pollini che si sono attaccati nel corso della giornata, evitando l’esposizione notturna all’allergene.
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