ABBUFFATE DI NATALE: attenzione alla digestione

aggiornato il 28 dicembre 2022

A cura della D.ssa Manuela Serio

Finalmente Natale!!! Quel periodo dell’anno che o si ama o si odia è iniziato!!

Ora, sia che siete del gruppo pro Natale, sia che siete contro, ciò che accomuna un po' tutti sono i pranzi, cene, aperitivi di cui non si vuole o non si può fare a meno. Ed il rischio è dietro l’angolo!

In questo periodo dell’anno, infatti, il 30/40% di noi è a rischio cattiva digestione.

Cosa succede al nostro corpo quando ci si abbuffa?

Le difficoltà digestive, raggruppate sotto il generico termine dispepsia (dal greco "dys-pepsia", ossia "cattiva digestione"), sono responsabili di una serie di sintomi come: 

  • Rigurgito acido;
  • Eruttazioni;
  • Alitosi;
  • Dolore alla parte alta dell'addome;
  • Senso di digestione lunga e laboriosa;
  • Bruciori di stomaco;

Come sempre dico, per capire il problema, dobbiamo tornare alle origini e capire prima come funziona il nostro organismo. La digestione è un processo essenziale per la vita dell'uomo, perché permette di introdurre nel nostro organismo tutte le sostanze nutritive necessarie per il suo sostentamento, e di eliminare tutto ciò che non ci serve. Possiamo immaginare tutto il sistema digerente come un lungo tubo che ha un’entrata (bocca) ed un’uscita (ano). Lungo questo tubo ci sono una serie di organi cavi e ghiandole, che hanno la funzione di digerire le sostanze introdotte. La digestione ha inizio già dalla bocca, dove i denti hanno la funzione di sminuzzare il cibo e la saliva con i suoi enzimi digestivi, dà inizio al processo digerente. Il miscuglio ottenuto nella bocca (bolo), passa nello stomaco, attraverso l’esofago. L’entrata, ed eventuale risalita, del cibo nello stomaco è regolata da una valvola, detta valvola gastro-esofagea.

Una volta nello stomaco, il cibo subisce l’attacco del succo gastrico, un liquido ricco di acqua ed acido cloridrico. Tale soluzione acida ha diverse funzioni:

  • Attivare gli enzimi necessari a scindere le proteine per renderle assorbibili dal nostro organismo
  • Distruggere i germi presenti nel cibo
  • Digerire tessuti particolarmente resistenti, come le fibre muscolari animali (carne)

Subito dopo lo stomaco, il cibo, ora chiamato chimo, passa nell’ intestino, che, a sua volta, viene diviso in intestino tenue ed intestino crasso.

Nel tratto dell’intestino tenue si ha l’assorbimento del 90% delle sostanze nutritive necessarie all’ organismo. Nella parte finale dell’intestino, si ha la produzione del materiale di scarto (feci).

Avendo ora compreso meglio come avviene la digestione, vediamo cosa succede quando mangiamo troppo ed in maniera sbagliata. 

Il primo campanello d’allarme lo manda lo stomaco. Uno stomaco troppo pieno di cibo, magari anche cibo pesante come fritti, dolci elaborati… fa fatica a lavorare ed il permeare per troppo tempo del chimo, è responsabile di quella sensazione di pesantezza, gonfiore che avvertiamo. Inoltre l’eccessiva quantità di acido, richiesta dalla digestione, è responsabile del senso di bruciore, che può anche generare nel reflusso (risalita del cibo verso la bocca), se abbiamo una valvola poco continente. Ed ecco comparire rigurgiti acidi, eruttazioni e conseguente alitosi.

Come digerire meglio? Ecco qualche suggerimento

Troppo tardi, ormai il danno è fatto!!! Ed allora come possiamo evitare quel malessere del dopo pranzo natalizio?

Come in tutte le cose, prevenire sarebbe stato meglio che curare. Il consiglio sarebbe quello di assaggiare tutto, ma senza eccedere in nulla, in modo da ridurre il sovraccarico dello stomaco o di mangiare lentamente, masticando bene il cibo, in modo da non ingurgitare aria, che tenderà già di suo a gonfiare lo stomaco.

Ma se proprio non si riesce a resistere alla tentazione di mangiare tutte le prelibatezze preparate, oltretutto in buona compagnia, allora vediamo cosa fare per ridurre i sintomi del post abbuffata:

  • Non fumare: la nicotina rende lo stomaco più esposto all’ azione degli acidi, perché riduce la produzione di prostaglandine, sostanze deputate, al loro volta, alla produzione di bicarbonato, che riveste le pareti dello stomaco proteggendolo
  • Anche se la tentazione è forte, EVITATE di sdraiarvi e, piuttosto che cadere nella tentazione di “buttarvi” sul divano, uscite a fare una passeggiata. Aiuterete l’organismo nel processo digestivo
  • Bevete acqua durante la digestione: aiuterete l’organismo ad eliminare i rifiuti

Cosa mangiare per digerire meglio?

Non so quanti di voi, vorrebbero mangiare qualcosa per favorire la digestione del pasto di Natale, se proprio non riuscite a digiunare, allora cercate di assumere cibi che siano facilmente digeribili, come tutti gli alimenti contenenti fibre: 

  • Verdure
  • Cereali
  • Frutta
  • Legumi

Se, invece, siete in cerca di qualcosa che aiuti la digestione, allora dirottate per cibi fermentati come lo yogurt e lo zenzero

Cosa bere per digerire meglio?

Diciamo che, piuttosto che mangiare ancora, il consiglio è di bere delle tisane, che favorirebbero la digestione.

Sono utili tisane a base di:

  • Menta: stimola la produzione di saliva
  • Zenzero: stimola la motilità gastrica ed intestinale, favorendo lo svuotamento di stomaco ed intestino
  • Genziana: favorisce il rilascio degli enzimi digestivi nello stomaco
  • Finocchio: stimola la motilità intestinale
  • Tè nero

I farmaci che aiutano a favorire la digestione?

Se con i consigli fino ad ora proposti, la situazione non sembra migliorare, allora è il caso di chiedere aiuto ai farmaci.

I farmaci usati sono divisi in gruppi a seconda del meccanismo d’ azione:

  • Antiacidi
  • Procinetici
  • Inibitori di pompa protonica
  • Antagonisti dei recettori H2

Antiacidi

I farmaci antiacidi, come dice la parola stessa, sono tutte quelle sostanze che vanno a neutralizzare la quantità di acido presente nello stomaco; hanno, quindi, non solo la funzione di eliminare i sintomi di bruciore e di acidità gastrica, ma allo stesso tempo, proteggono la parete dalle stomaco dall’ attacco dell’acido, che, se in grande quantità o se staziona troppo a lungo nell’ organo, può portare a lesioni a carico della parete ( ulcere gastriche). Tra gli antiacidi più utilizzati ci sono:

  • Bicarbonato di sodio: basta 1 cucchiaino, sciolto in una bicchiere d’ acqua, per avere un’ immediata sensazione di benessere. Non va assunto per periodi lunghi perché può portare all’ effetto opposto
  • Idrossido, ossido e carbonato di Magnesio

Procinetici

I farmaci procinetici sono tutti quei farmaci capaci di favorire la motilità gastrica, quindi favorire lo svuotamento dello stomaco, e motilità intestinale. Sono tutte sostanze che interagiscono con il sistema nervoso e si differenziano a seconda del neurotrasmettitore di cui possono o mimare o antagonizzare l’azione.

Inibitori di pompa protonica

Come ben sapete, l’acidità di un ambiente è conseguenza del numero di protoni (ioni con carica positiva) presenti; quanto più è alto, tanto più l’ ambiente risulterà acido. Nello stomaco l’acidità è data dalla quantità di atomi di idrogeno positivi (H+), che si liberano a seguito della produzione, da parte dello stomaco stesso, di acido cloridrico (HCl). Gli inibitori di pompa protonica, sono farmaci capaci di bloccare l’enzima deputato alla produzione e conseguente rilascio di  acido cloridrico, da parte delle cellule dello stomaco.

Sono i farmaci più usati e prescritti, esistono diverse molecole, le più utilizzate sono:

  • Lansoprazolo
  • Omeprazolo
  • Pantoprazolo

Antagonisti dei recettori H2

Per capire l’azione di questi farmaci, bisogna sapere che nel nostro organismo c’è un neurotrasmettitore, l’istamina, che svolge la sua azione, interagendo con due tipi di recettori: gli H1, dove causa costrizione dei bronchi e sui recettori H2, presenti a livello gastrico, stimolando la secrezione di succo gastrico 

I farmaci usati per ridurre l’ acidità dello stomaco, sono tutte sostanze dotate di una selettività per i recettori H2, pertanto sono in grado di inibire il rilascio di succo gastrico da parte delle cellule dello stomaco. Ci sono diversi principi attivi:

  • Ranitidina
  • Tiotidina
  • Cimetidina

In conclusione

Il consiglio, ovviamente, è di ricorrere all’ uso dei farmaci solo a seguito di un consulto con il medico o in caso di una patologia già diagnosticata; in tutti gli altri casi una sana e salubre passeggiata, seguita da una tisana al finocchio e se necessario un cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere d’acqua ed i postumi delle nostre mangiate, saranno solo un bel ricordo!!

Commenti (0)

Non ci sono commenti
Product added to wishlist